Wall Street, peggior crollo da 3 mesi: DJ -2,05%, Nasdaq -2,61%

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 27 gen. (askanews) - Il Fondo monetario internazionale non avrebbe potuto essere più cupamente tempestivo: i policy maker devono prepararsi ai rischi di "correzioni dei mercati", ha avvertito nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria, in diversi segmenti di mercato i prezzi appaiono "tirati" e il clima di noncurante fiducia degli investitori potrebbe subire bruschi risvegli. A Wall Street è stato un tracollo.

Ma più che alle profezie del Fmi, la caduta, la peggiore da tre mesi e che a tratti ha superato il 3% sullo S&P e Nasdaq, sembra essere stata esacerbata dallo status quo della Federal Reserve, dopo che i ribassi erano iniziati sulla scia delle rinnovate inquietudini su distribuzioni dei vaccini, efficacia degli stessi contro nuove varianti di Covid, nuovi contagi e nuove limitazioni agli spostamenti. Il Dow Jones ha chiuso in caduta del 2,05%, lo S&P 500 con un crollo del 2,57% il Nasdaq al meno 2,61%.

Intanto si è verificata una brutale impennata al rialzo dell'indice Vix sulla volatilità dei mercati Usa, che con un più 60% ha superato i 37 punti. Questo indicatore, a volte denominato "indice della paura", è tornato sui valori visti a inizio novembre.

A poco sembrano esser servite a rassicurare le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, sulla necessità di proseguire con i sostegni monetari all'economia, perché il lavoro contro la pandemia "non è finto". E le dichiarazioni con cui ha respinto le ipotesi di tapering, il graduale ritiro degli stimoli, definito totalmente "prematuro". "Adesso il nostro obiettivo è pensare a far tornare al lavoro le persone, a dare all'economia Usa il supporto di cui ha bisogno", ha spiegato nella conferenza stampa al termine del Fomc.

La caduta odierna ha cancellato tutti i guadagni dello S&P da inizio anno. Paradossalmente, prprio oggi si sono all'opposto verificati rialzi spettacolari e anomali su alcuni titoli dei videogaming, come Game Stop, con un più 134% (leggi bene 134%) dovuto, secondo vare ricostruzioni di stampa, al brusco riposizionamento di diversi investitori che si erano sbilanciati in posizioni di short selling sul titolo.

Ma queste anomalie non sono bastate a frenare la generale tendenza alle vendite, particolarmente acuta sui titoli più esposti a viaggi e trasporti, come Boeing (-4%).