Wall Street resiste alle violenze e ai teppisti

Fabrizio Arnhold
Wall Street resiste alle violenze e ai teppisti

Gli indici girano in positivo dopo la diffusione dei dati macroeconomici sulla produzione negli Stati Uniti, nonostante le tensioni sociali per la morte di George Floyd e lo scontro commerciale con la Cina

Gli indici di Wall Street annullano le perdite e girano in positivo dopo una serie di dati macroeconomici positivi che hanno dato vigore ai listini, partiti sotto la parità. Il Dow Jones segna +0,22%, lo S&P 500 +0,23% e il Nasdaq +0,43%. Un segnale di forza in mezzo alle forti tensioni che stanno infiammando gli States, a seguito dell’uccisione di George Floyd, a Minneapolis. Chiusura in territorio saldamente positivo per le Borse europee, con Milano tra le migliori (+1,80%).

DATI MACROECONOMICI INCORAGGIANTI

L’indice Ism manifatturiero è salito a 43,1 punti dai 41,5 punti del mese precedente, l’indice Pmi è salito a 39,8 punti dai 36,1 punti di aprile. Le spese per le costruzioni hanno fatto meglio delle attese, scendendo del 2,9%, contro attese per un -5,8%. I dati hanno diffuso ottimismo tra gli investitori, dando vigore alla Borsa di New York, che torna positiva nonostante le proteste sociali e le tensioni con la Cina. 

LE TENSIONI SOCIALI

Tra gli investitori si diffonde la speranza di una ripresa economica più veloce del previsto, facendo passare in secondo piano le violenze che stanno scoppiando in diverse città statunitensi, legate alla morte di George Floyd, a Minneapolis, ucciso da un agente di polizia, e per le tensioni commerciali con la Cina che in questi giorni hanno trovato come teatro principale Hong Kong. Pechino avrebbe ordinato oggi alle sue aziende di interrompere le importazioni dagli Usa di alcuni prodotti agricoli, compresi semi di soia.

Cattolica crolla in Borsa dopo la richiesta di aumento di capitale 

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PETROLIO IN LIEVE CALO, ASPETTANDO L’OPEC+

Giornata di lievi cali per il prezzo del greggio che aspetta la riunione dei Paesi dell’Opec+, del 4 giugno, per capire se saranno decisi ulteriori tagli alla produzione, dopo quelli già concordati a maggio da 9,7 milioni di barili al giorno. Il Wti luglio è scambiato a 34,57 dollari al barile, in calo del 2,59%; mentre il Brent luglio è quotato 37,62 dollari al barile.