Wanbao, Donazzan: cinesi hanno disatteso gli impegni

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Venezia, 25 ott. (askanews) - "Hanno disatteso gli impegni che si erano assunti con le istituzioni locali, regionali e nazionali e con i lavoratori, ora facciano in modo di uscire da questa situazione operando concretamente per la cessione del sito di Mel a un nuovo soggetto industriale che sia davvero in grado di valorizzarne le effettive potenzialità, salvaguardando gli attuali asset aziendali e le competenze professionali dei 300 dipendenti che qui lavorano". Questa la posizione assunta dall'assessore al lavoro della Regione del Veneto, Elena Donazzan, in riferimento alla decisione definitiva della multinazionale cinese Wanbao, confermata ieri a Roma al MISE, di vendere il proprio stabilimento Acc di Mel, in provincia di Belluno. "Regione, amministrazioni locali, il governo attraverso il Ministero dello sviluppo economico e ora anche il ministro per i rapporti con il parlamento, Federico D'Incà, dipendenti, parti sociali, si sono convintamente impegnati a sostegno del rilancio industriale sin dal momento in cui il sito di Mel venne acquisito - ricorda l'assessore - e ognuno ha messo a disposizione gli strumenti di propria competenza per sostenere questa azienda. Per parte nostra abbiamo offerto supporto sulla formazione di lavoratori, sulla ricerca e lo sviluppo, elementi essenziali per assicurarne un futuro certo e duraturo. Tutto ciò, purtroppo, è stato vanificato dal disimpegno del gruppo cinese". "I compressori prodotti a Mel - conclude Donazzan - appartengono a quel comparto produttivo degli elettrodomestici che in Veneto annovera grandi aziende e risulta essere dinamico e vitale. Se non si vogliono compromettere i rapporti commerciali ed economici tra la nostra regione e quella di Guangzhou, con la quale abbiamo iniziato percorsi comuni e di reciproco interesse, è imprescindibile che Wanbao garantisca tutta la collaborazione affinché lo stabilimento sia ceduto a un nuovo soggetto affidabile e in grado di mettere a frutto le opportunità che avevamo offerto alla proprietà cinese, la quale, purtroppo, non le ha utilizzate".