Wang Yi: non vogliamo partecipare competizione geopolitica con Usa

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Roma, 1 giu. (askanews) - La Cina non desidera prendere parte a una "competizione geopolitica" per l'influenza sulle nazioni insulari del Pacifico. L'ha affermato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ieri a Tonga, incontrando la sua omologa Fekitamoeloa Katoa 'Utoikamanu, secondo quanto riporta oggi il governo di Pechino.

La dichiarazione viene dopo la sostanziale bocciatura del piano proposto da Pechino - che prevedeva agevolazioni commerciali, una collaborazione cinese all'addestramento delle forze di polizia delle nazioni insulari e altri elementi che avevano fatto preoccupare fortemente gli Usa e il principale partner regionale degll'America, cioè l'Australia - da parte di questi piccoli stati visitati da Wang in una maratona diplomatica insolitamente lunga, di 10 giorni.

"La Cina non ha intenzione di competere con nessuno, lascia altri soli a impegnarsi in competizioni geopolitiche, e non ha mai stabilito una cosiddetta sfera d'influenza", ha detto il ministro, accusanto "alcune persone" di aver tentato di screditare l'impegno cinese nella regione. Il riferimento è agli Usa e a Canberra, che si è precipitata a rassicurare le nazioni insulari, tradizionali alleate, dell'intenzione australiana di essere al loro fianco, attraverso la nuova ministra degli Esteri Penny Wong.

La tensione attorno alle isole del Pacifico è montata dopo la firma del patto di sicurezza tra Pechino e le Isole Salomone, che ha fatto temere a Washington e Canberra che la Cina intendesse creare sulle isole una propria base militare. Wang ha escluso questa intenzione.

Non solo Wang torna con pochi pesci nel carniere dai suoi 10 giorni nelle isole del Pacifico, ma durante la sua visita una delle principali nazioni della regione, le isole Fiji, ha deciso di firmare il nuovo accordo economico promosso dagli stati uniti, la Cornice economica indo-pacifica (IPEF), diventando il 14mo membro del raggruppamento. E' anche vero che l'arcipelago ha firmato alcuni patti economici con la Cina: segno di un tentativo comunque di mantenere un equilibrio tra le diverse sfere d'influenza.

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