Washington Post e New York Times si confermano al premio Pulitzer

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AGI - Capitol Hill, la guerra in Medio Oriente, la brutalità della polizia, la tragedia del complesso edilizio a Miami Beach e l'inquinamento. C'è molto della cronaca di tutti i giorni nella selezione dei premiati al Pulitzer 2022, gli Oscar del giornalismo, il riconoscimento più famoso a livello mondiale.

Il premio più importante, quello per il “giornalismo per il bene pubblico” è andato al Washington Post, premiato per la copertura dell'attacco al Congresso, il 6 gennaio 2021.

Anche il New York Times, nel dare la notizia, ha riconosciuto con stile al giornale concorrente la 'medaglia d'oro'. Ma il quotidiano newyorkese non è uscito, anche stavolta, a mani vuote: per la sezione “cronaca nazionale”, il Times ha vinto con l'inchiesta sulle pratiche controverse utilizzate dalla polizia in tutti gli Stati Uniti e che hanno portato alla morte di centinaia di persone disarmate. Premio anche per la “cronaca internazionale” con il lungo articolo sulle falle dei bombardamenti americani in Medio Oriente.

Tra i vari premi, da segnalare quelli a due giornali della Florida: lo staff del Miami Herald per la copertura del crollo del complesso residenziale a Surfside, Miami Beach, dove morirono 98 persone. E “Poisoned”, una serie di articoli scritti dai reporter del Tampa Bay Times sui danni ambientali e le esalazioni tossiche che hanno colpito i lavoratori di un impianto di smaltimento di batterie per auto.

Per gli articoli lunghi e scritti in un modo che ricorda la letteratura giornalistica, il riconoscimento è andato alla grande favorita di questa edizione: Jennifer Senior, autrice per Atlantic di un reportage struggente e doloroso nella tragica post-esistenza di una famiglia colpita dalla perdita di un familiare, un ragazzo pieno di talento e aspettative, morto nell'attacco terroristico alle Torri Gemelle nel 2001.

Al Los Angeles Times è andato il Pulitzer per la copertura della ritirata americana dall'Afghanistan e a cinque fotografi dell'agenzia Getty Images - Win McNamee, Drew Angerer, Spencer Platt, Jon Cherry e Samuel Corum - il riconoscimento per le straordinarie foto scattate in mezzo all'assedio al Congresso americano.

Nelle sezioni extra giornalistiche, premi a “The Netanyahus”, romanzo di Joshua Cohen, sulle contraddizioni dell'esperienza ebreo-americana. E per la saggistica a “Invisible Child”, di Andrea Elliott, giornalista del New York Times, che ha raccolto gli spunti di una storia scritta qualche anno prima sulla vita da senzatetto di una ragazza afroamericana a New York.

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