Webb, Fontana (Inaf): si apre finestra su storia inesplorata universo

Image from askanews web site
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Milano, 12 lug. (askanews) - "Scientificamente, i dati aprono una nuova finestra su un'epoca della storia dell'universo che non è ancora stata esplorata. Grazie alla potenza di James Webb, siamo in grado di osservare galassie la cui luce ha viaggiato per quasi tutta l'età dell'Universo prima di giungere a noi. In questo modo, possiamo vedere l'universo come era poco tempo dopo il Big Bang, quando le sue prime stelle si formavano nelle galassie che si affacciavano sull'universo giovane. L'aver puntato il telescopio su un ammasso di galassie ci ha permesso di sfruttare l'effetto di amplificazione della luce (un effetto previsto dalla relativà generale di Einstein) per rendere visibili gli oggetti molto distanti che sono dietro l'ammasso stesso. Questi dati, e altri analoghi, ci permetteranno di studiare nel dettaglio come si sono formate le prime galassie, e anche di studiare il mistero della materia oscura che domina l'ambiente dell'ammasso". Così il responsabile della divisione nazionale abilitante dell'astronomia ottica ed infrarossa dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), Adriano Fontana, ha commentato la prima immagine a colori del telescopio spaziale James Webb, pubblicata dalla Nasa in una diretta speciale dalla Casa Bianca.

"I dati presentati dal presidente Biden sono la dimostrazione che è valsa la pena di aspettare tutti questi anni: le capacità di James Webb sono molte volte superiori a quelle che qualsiasi telescopio da terra può ottenere oggi o nel prossimo futuro" ha continuato Fontana, aggiungendo che "la sua specialità è vedere nell'infrarosso, cioè alle lunghezze d'onda che ci permettono di osservare le galassie più lontane dell'universo, oppure nel cuore delle nebulose in cui nascono nuovi pianeti e le nuove stelle: zone dell'universo che neanche l'Hubble Space Telescope o i telescopi da terra possono osservare".

"James Webb è con ogni probabilità il satellite astronomico più complesso che sia mai stato lanciato nello spazio" ha precisato Fontana, spiegando che "oltre allo specchio, composto da segmenti perfettamente allineati tra di loro, James Webb è dotato di 4 strumenti straordinariamente sofisticati, ognuno dei quali ha molte configurazioni e modalità operative". "Un'altra cosa straordinaria dimostrata dai dati rilasciati ieri notte è che questi strumenti stanno funzionando perfettamente, meglio di quanto si aspettassero i progettisti" ha continuato, concludendo "che un oggetto così complesso sia stato lanciato nello spazio e funzioni perfettamente a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, e alla temperatura di soli 40 gradi dallo zero assoluto, è davvero uno straordinario risultato tecnologico".

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