"Weber e il Ppe rallentano il Recovery fund". Intervista a Iratxe Garcia Perez

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
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Spanish Members of Parliament Iratxe Garcia Perez speaks during a debate on Abortion rights in Poland during a plenary session at the European Parliament in Brussels on November 25, 2020. (Photo by Olivier HOSLET / POOL / AFP) (Photo by OLIVIER HOSLET/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: OLIVIER HOSLET via Getty Images)
Spanish Members of Parliament Iratxe Garcia Perez speaks during a debate on Abortion rights in Poland during a plenary session at the European Parliament in Brussels on November 25, 2020. (Photo by Olivier HOSLET / POOL / AFP) (Photo by OLIVIER HOSLET/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: OLIVIER HOSLET via Getty Images)

“Votiamo subito il recovery fund: a dicembre, non appena la presidenza tedesca sblocca la situazione con Ungheria e Polonia sullo stato di diritto”. Sembra una posizione scontata da parte della presidente del gruppo Socialisti&Democratici al Parlamento europeo Iratxe Garcia Perez. Ma non lo è. In questa intervista ad Huffpost, a pochi giorni dall’evento sulla ‘Unione della Sanità’ con Ursula von der Leyen, il ministro Roberto Speranza e i ministri di Spagna e Svezia, online sul nostro sito martedì prossimo, Garcia Perez avverte che la strada per l’attivazione recovery fund è ancora accidentata. Non solo per via dei veti di Budapest e Varsavia ma perché il Ppe, il più grande gruppo politico all’Europarlamento, guidato dal tedesco Manfred Weber, sta tentando di fatto di rallentare l’iter sul fondo creato per la pandemia.

Partiamo dall’evento di martedì prossimo: la Commissione europea ha presentato un piano per l’Unione della Sanità. Dobbiamo crederci, sapendo che le competenze nazionali anche in materia sanitaria bloccano una vera unione?

Dall’inizio della pandemia, noi Socialisti&Democratici abbiamo avviato una riflessione per stabilire un coordinamento europeo sulla sanità. Sappiamo che le competenze sono nazionali ma possiamo lavorare per dare più potere al livello europeo. Abbiamo chiesto una ‘Unione della sanità’ già a maggio e ora siamo soddisfatti che la Commissione europea abbia preso l’iniziativa di presentare un suo piano. Si può fare.

Immagino sarà materia anche della Conferenza sul futuro dell’Unione, che doveva partire in primavera, slittata per pandemia. Prevede che possa iniziare per fine anno?

Spero che nelle prossime settimane, le ultime della presidenza di turno tedesca che termina a fine anno, possiamo avviare la conferenza. Ne parliamo da maggio, la pande...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.