Webinar:“La riforma dei reati tributari”

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Rubrica Dialoghi Penali

Mercoledì 18 novembre - Ore 18.00

Milano, 9 Novembre 2020 - Nuovo appuntamento con la rubrica Dialoghi Penali del Centro Studi Borgogna – mercoledì 18 novembre ore 18.00 - dal titolo “La riforma dei reati tributari”.

A moderare l’incontro sarà l’Avvocato Claudio Schiaffino, Direttore Comitato Scientifico CSB. Parteciperanno in qualità di Relatori: Stefano Cavallini (Giudice presso il Tribunale di Monza), Alex Ingrassia (Avvocato del Foro di Milano, Professore a contratto di diritto penale Università degli Studi di Milano) e Ciro Santoriello (Procuratore presso la Procura di Torino).

La legge 19 dicembre 2019, n. 157, con cui è stato convertito, con modificazioni, il decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124 (c.d. decreto fiscale), disciplina all’ art. 39 varie novità in ambito penal-tributario.

La riforma in oggetto apporta considerevoli modifiche sotto un duplice punto di vista: la repressione delle condotte delittuose poste in essere da persone fisiche e l’inserimento di alcuni reati tributari nel sistema di reati presupposto ex D.lgs 231/2001.

Per quanto attiene il primo ambito d’intervento, la nuova disciplina ha irrobustito il trattamento sanzionatorio dei reati tributari, apportando un innalzamento delle cornici edittali previste per gran parte dei delitti tributari e – di contro – l’abbassamento di alcune soglie di punibilità.

Di particolare rilievo è l’estensione ad alcuni reati fiscali della c.d. confisca “per sproporzione” con l’introduzione, nel d. lgs. 74/00, dell’art. 12-ter, che amplia l’applicabilità della confisca allargata a quei reati fiscali caratterizzati da condotte fraudolente.

La confisca allargata, introdotta nel nostro ordinamento per contrastare i gravi delitti legati alla criminalità organizzata, poggia, usando le parole della Corte Costituzionale “su una presunzione di provenienza criminosa dei beni posseduti dai soggetti condannati per taluni reati, per lo più (ma non sempre) connessi a forme di criminalità organizzata: in presenza di determinate condizioni, si presume, cioè, che il condannato abbia commesso non solo il delitto che ha dato luogo alla condanna, ma anche altri reati, non accertati giudizialmente, dai quali deriverebbero i beni di cui egli dispone” (Corte Costituzionale n. 33/2018).”

Sotto il profilo della responsabilità dell’ente, ulteriore novità introdotta con la riforma fiscale è rappresentata dall’inserimento dei reati fiscali nel novero dei reati presupposto ex D. lgs. 231/01 nel novello art. 25-quinquiesdecies.

La novità in parola rappresenta un adeguamento nazionale rispetto al monito perentorio dell’Unione Europea di introdurre forme di responsabilità dell’ente anche per i reati fiscali.

La Direttiva 2017/1371, in materia di tutela penale degli interessi finanziari dell’Unione europea (meglio nota come Direttiva PIF), ha imposto infatti agli Stati membri di introdurre forme di responsabilità giuridica a carico degli Enti con riferimento “ai casi di reati gravi contro il sistema comune dell’IVA” , ovvero con riferimento a quelle frodi che siano “connesse al territorio di due o più Stati membri dell’Unione e che comportino un danno complessivo pari ad almeno 10.000 euro”.

Nel corso dell’incontro analizzeremo dettagliatamente la riforma al fine di individuare le novità di maggiore rilievo e, grazie all’autorevolezza dei relatori, gli aspetti di maggiore criticità operativa.

Sarà possibile seguire la diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Centro Studi Borgogna.

A proposito di centro Studi Borgogna

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