West Nile, casi raddoppiati in una settimana: quali sono le Regioni a rischio

West Nile, casi raddoppiati in una settimana: quali sono le Regioni a rischio
West Nile, casi raddoppiati in una settimana: quali sono le Regioni a rischio

Non solo Covid e vaiolo delle scimmie: a preoccupare il nostro Paese è anche il West Nile, la malattia trasmessa dalle zanzare. I casi sono raddoppiati in soli 7 giorni: quali sono le Regioni più a rischio?

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"Più che raddoppiati i casi umani di infezione da West Nile nell’ultima settimana di sorveglianza. Dall’inizio di giugno segnalati in Italia 94 casi". A farlo sapere è l'Istituto Superiore di Sanità. 42 i contagi che si aggiungono nell'ultimo bollettino e 7 i decessi finora registrati. Il primo caso è stato segnalato in provincia di Padova, che attualmente conta il maggior numero di infetti e ricoverati (12), superando addirittura quelli per Covid.

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L'Iss ha segnalato anche le Regioni italiane più a rischio. In particolare, 55 casi manifestati nella forma neuro-invasiva sono in Emilia-Romagna, in Veneto 33, 4 in Piemonte e 2 in Lombardia. 19 casi sono stati identificati tra i donatori di sangue: 11 in Veneto, 4 in Emilia Romagna, 3 in Lombardia e 1 in Piemonte. Sono 19 anche i casi di febbre: 16 in Veneto, 2 in Lombardia e 1 in Emilia Romagna.

"Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare", fanno sapere dall'Iss, dove consigliano di usare repellenti e indossare abiti lunghi soprattutto all'alba e al tramonto. Si suggerisce anche l'uso di zanzariere e si raccomanda di svuotare l'acqua stagnante.

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Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia dai 2 ai 4 giorni, ma può raggiungere persino i 21 giorni in soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone sviluppa la malattia in forma asintomatica. Tuttavia, tra i sintomi più comuni rientrano: febbre, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Circa il 20% delle persone che risultano infette manifestano sintomi lievi.

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