Whirlpool conferma la chiusura a Napoli. Gli operai bloccano il traffico

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
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(Photo: NurPhoto via Getty Images)
(Photo: NurPhoto via Getty Images)

Gli operai della Whirlpool di Napoli hanno bloccato la strada nella zona del quartiere di Gianturco. Protesta al termine del corteo iniziato dopo l’assemblea di fabbrica nella quale è stata commentata la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento. Dopo l’occupazione autostradale dello scorso mercoledì, oggi sede della manifestazione sono le strade adiacenti allo stabilimento di via Argine. Sotto le rampe di accesso della A3 si è già formata una lunga fila di auto. Unica a poter passare un’ambulanza arrivata a sirene spiegate.

“La Direzione di Whirlpool EMEA S.p.A. comunica la cessazione di tutte le attività produttive presso lo stabilimento di Napoli, con effetto alle ore 00:01 del 1 novembre 2020”, si legge nella lettera della multinazionale americana, che conferma la chiusura del sito di Napoli est. “Da tale momento - scrive l’azienda - i dipendenti saranno esentati dal rendere la propria prestazione lavorativa presso il sito, fermo restando il mantenimento del rapporto di lavoro in essere”. “Con effetto dal 1 novembre - viene spiegato - l’azienda pagherà la piena retribuzione ai Dipendenti fino al 31 dicembre 2020 con riserva di ulteriori valutazioni successive a tale data”.

Il governo è pronto a fare qualunque cosa per mantenere la produzione di elettrodomestici a Napoli ed è vicino ai lavoratori in questo impegno. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, all’incontro con i sindacati su Whirlpool. “Disattendere gli accordi è un brutto segnale per l’azienda multinazionale, per gli altri stabilimenti, per il Paese: non c’è dubbio - ha fatto notare Conte - che il governo possa rimanere indifferente rispetto a questo disimpegno”. “Siamo qui a parlare con voi, non con l’azienda, il governo è qui con voi”, ha aggiunto replicando ai sindacalisti.

“Possiamo e avremo assolutamente la determinazione a proseguire e a mettere sul piatto tutte le varie possibilità e opzioni, insistere con incentivi di qualsiasi tipo, per creare ulteriori contratti sviluppo”, ha assicurato il premier. “Terremo duro nella vertenza - ha aggiunto - ma dobbiamo prendere atto che non c’è l’impegno dell’azienda a garantire la continuità aziendale. Il governo - ha concluso Conte - è disponibile a fare qualsiasi cosa, ma se dovesse andare sulla vertenza giudiziaria non è questo che ci garantisce la continuità aziendale ma noi siamo al vostro fianco”.

“Questa è la reazione dei lavoratori all’incontro che si è tenuto con la Presidenza del Consiglio. C’è bisogno di più responsabilità, dopo tante parole di sostegno il Governo deve fare qualcosa di concreto altrimenti non sarà più gestibile niente”. Lo dichiara Antonio Accurso, segretario generale Uilm Campania, presente al corteo dei lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, per il quale la multinazionale ha annunciato la chiusura a partire dal 1° novembre. “Noi siamo per la legalità - aggiunge Accurso - ma non possiamo soccombere alla volontà della multinazionale”.

Hanno appreso che la fabbrica chiude i battenti dall′1 novembre leggendolo sui siti di informazione. Gli operai della Whirlpool di Napoli, mentre erano in video conferenza con il Governo, hanno letto online che l’azienda avrebbe inviato ai dipendenti una lettera con la quale viene comunicata loro la chiusura della fabbrica. “Non ne sapevano nulla - dice Vincenzo Accurso, Rsu della fabbrica - nessuno ha ricevuto alcuna comunicazione. L’azienda ha preferito parlare con la stampa, invece di farlo con noi”. Un segnale, per gli operai, che “nonostante il tavolo in corso”, che “quello che diciamo noi, quello che dice il premier Conte, per loro non ha alcuna importanza”. “Vanno dritti per la loro strada”, conclude Accurso.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.