WikiLeaks, per liberare Assange il padre e il fratello organizzano un tour negli Usa #HomeRun4Julian

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Inizierà dopodomani, domenica 6 giugno, a Miami in Florida il tour nazionale negli Stati Uniti, organizzato da John e Gabriel Shipton, rispettivamente padre e fratello del giornalista Julian Assange per sostenere il rilascio del fondatore di WikiLeaks, tuttora detenuto.

Con l'iniziativa -che sta rimbalzando sui siti di tutto il mondo- si propongono di far recedere l'amministrazione di Joe Biden dagli sforzi per ottenerne l'estradizione negli Usa ed evidenziare le gravissime implicazioni che la sua messa in stato di accusa significherebbe per la libertà di stampa in ogni parte del pianeta.

Il tour #HomeRun4Julian toccherà oltre una quindicina di città per tutto giugno, concludendosi in luglio a Washington DC. Alcuni eventi saranno trasmessi in streaming su facebook e altri social; i due prevedono inoltre di incontrare attivisti, giornalisti e politici lungo la loro strada. Dopo Miami saranno a Burlington, Boston, New York, Philadelphia, Milwaukee, Madison, Minneapolis, Denver, Portland, San Francisco, Columbus (Oh), Eastern Kentucky, Oakland, Chicago, Los Angeles e Washington DC. (segue)

Nel 2010 l'Onu ha dichiarato Julian Assange 'detenuto arbitrariamente'

Il padre e il fratello del giornalista australiano faranno tappa su entrambe le coste e nel Midwest degli Stati Uniti prima di concludere il loro viaggio nella capitale della nazione. La richiesta, rivolta al governo Usa, è di abbandonare l'accusa e lasciare finalmente che Julian torni a casa.

"Mio fratello è effettivamente prigioniero da oltre un decennio perché ha pubblicato prove di crimini di guerra", ha affermato Shipton. "Il governo degli Stati Uniti vuole fare di lui un esempio per scoraggiare giornalisti e informatori".

I membri della famiglia di Assange cercheranno di sensibilizzare l'opinione pubblica americana sull'importanza di proteggere informatori e giornalisti e per sostenere il rilascio di Julian, che le stesse Nazioni Unite hanno dichiarato "detenuto arbitrariamente" fin dal 2010.

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