Wikileaks: "Tutti spiati con Assange"

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"Sembra un film di James Bond, ma è tutto vero. Julian Assange, tutti i giornalisti di WikiLeaks e ogni singolo avvocato, reporter, politico, artista, medico che abbia fatto visita al fondatore di WikiLeaks nell’ambasciata dell’Ecuador negli ultimi sette anni è stato oggetto di uno spionaggio sistematico e totale. Le conversazioni sono state registrate, filmate e tutte le informazioni sono state trasmesse all’intelligence americana. Le operazioni di spionaggio si sono spinte a livelli folli: addirittura le spie hanno pianificato di rubare il pannolino di un neonato che veniva portato in visita all’interno dell’ambasciata per poter prelevare le feci del bambino e stabilire con l’esame del Dna se fosse un figlio segreto di Julian Assange". E' quanto si legge sul sito di 'Repubblica' in un articolo che cita un'esperienza diretta. 

"Chi scrive si è ritrovata non solo filmata e dossierata, ma con i cellulari smontati, presumibilmente alla ricerca del codice Imei che consente di identificare un telefono al fine di intercettarlo. Le spie hanno anche prelevato le nostre chiavette Usb, anche se al momento non è chiaro se siano riuscite a forzare la cifratura con cui avevamo protetto le informazioni salvate nelle memorie Usb all’interno del nostro zaino".  

"Anche gli incontri più inviolabili sono stati violati", si legge ancora. "Le riprese video e audio a cui ha avuto accesso Repubblica mostrano un Julian Assange seminudo durante una visita medica, l’ambasciatore dell’Ecuador Carlos Abad Ortiz e il suo staff durante uno dei loro meeting diplomatici, due degli avvocati di Assange, Gareth Peirce e Aitor Martinez, che si rinchiudono nel bagno delle donne sperando di avere una conversazione riservata con il loro cliente".