Will Smith shock: "Ho pensato di uccidere mio padre. Ecco perché"

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REUTERS/Kate Munsch
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Will Smith, uno degli attori statunitensi più amati in Italia, si è confessato nel suo nuovo libro, l'autobiografia "Will – Il potere della volontà" che sarà pubblicata il 9 novembre in 113 paesi. La star 53enne racconta l'infanzia difficile con un padre violento, i pensieri suicidi, la svolta con "Il Principe di Bel Air", ma anche il rapporto non sempre sereno con la moglie Jada Pinkett, fino all'incontro con Gabriele Muccino che lo ha diretto ne "La ricerca della felicità" e "Sette anime".

Da alcuni estratti pubblicati da People, emerge che Will Smith ha dovuto vivere un vero e proprio inferno a causa del padre. "Mio padre era un alcolista - si legge nel libro - Un giorno, quando avevo 9 anni, ho visto mio padre dare un pugno a mia mamma sul lato della testa così forte che l'ha fatta svenire. L'ho vista sputare sangue. Quel momento in quella camera da letto, più di qualunque altro momento nella mia vita, ha contribuito a definire la mia personalità".

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"Mio padre era violento, ma era presente anche ad ogni partita, recita e performance. Era un alcolizzato, ma è sempre stato sobrio ad ogni prima di ogni mio film", scrive. "Ascoltava ogni disco. Ha visitato ogni studio di registrazione. Lo stesso intenso perfezionismo che terrorizzava la sua famiglia era lo stesso che portava il cibo in tavola ogni giorno".

Un rapporto oscuro, fatto di un risentimento che è andato via via crescendo e che non ha mai trovato un vero e proprio sfogo, tanto che Will Smith, nella sua autobiografia, ammette di aver pensato, un giorno, a un gesto estremo. 

Mentre si prendeva cura del padre malato di cancro, nel momento di massima fragilità dell'uomo, Will si è visto attraversare la mente da un pensiero terribile e definitivo: "Una notte, mentre lo trascinavo dalla sua camera da letto verso il bagno, l'oscurità è cresciuta in me. Il percorso tra le due stanze passava davanti alle scale. Da bambino mi ero sempre detto che un giorno avrei vendicare mia madre. Che quando fossi stato abbastanza grande, quando fossi stato abbastanza forte, quando non fossi stato più un codardo, l'avrei ucciso. Siamo passati davanti alle scale. Mi sono fermato. Potevo spingerlo giù e farla franca facilmente". "Poi, mentre decenni di dolore, rabbia e risentimento scorrevano e poi si allontanavano, ho scosso la testa e ho proceduto a portare mio padre in bagno".

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