Wittum: in MIND per accelerare la nostra agenda di innovazione

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Milano, 29 apr. (askanews) – AstraZeneca Italy porta la propria sede in MIND, il distretto del’innovazione di Milano, per cogliere le migliori opportunità di collaborazione offerte da un ecosistema di presenze focalizzate sul’innovazione e la ricerca. E’ quanto ha raccontato Lorenzo Wittum, ceo di AstraZeneca Italy, intervendo a “Open Future – Open Culture”, forum sull’innovazione che si è svolto nell’Auditorium dello Human Technopole in MIND, Milano Innovation District in occasione dell’apertura ufficiale del sito. “Abbiamo scelto di venire in MIND in primo luogo per dare una casa tecnologicamente avanzata, sostenibile, dove si possa lavorare bene con tutti i trecento colleghi di sede. In secondo luogo perché crediamo davvero che in MIND possiamo accelerare la nostra agenda di ricerca e innovazione – ha detto Wittum – Crediamo davvero che in MIND ci siano tutte le premesse: ci sono istituto di ricerca, ci sono imprese private, acceleratori di startup, ci sarà anche l’Università. Quindi davvero avremo l’opportunità di collaborare per la definizione di come accelerare lo sviluppo di idee e lo sviluppo di progetti concreti al servizio dei pazienti e di tutta la società. Ci crediamo davvero e crediamo che questa collaborazione in MIND possa essere davvero fattiva”.

Wittum ha sottolineato il valore della collaborazione tra realtà diverse come elementto di accelerazione per la ricerca. “Siamo fermamente convinti che la collaborazione e la contaminazione tra mondi diversi sia fondamentale per accelerare l’innovazione e la ricerca – ha detto il ceo di AstraZeneca – Non possiamo essere esperti di tutto. Noi abbiamo una focalizzazione molto importante nel life-science, in una parte del life-science, e siamo molto felici di collaborare con imprese tecnologiche che ci possano per esempio fornire soluzioni con le quali possiamo integrare i nostri farmaci e arrivare alla soluzione di progetti concreti per il sistema sanitario e per i pazienti. Crediamo davvero nelle opportunità che ci sono per esempio nella collaborazione pubblico-privato, perché i due tipi di ricerca, quella che fa il pubblico e quella che fa il privato, sono complementari. E se lavoriamo insieme fin dalle prime fasi di questi progetti davvero possiamo arrivare a qualcosa di scalabile; così come stiamo già facendo con l’Università di Milano con la quale abbiamo manifestato l’interesse ad aderire ad uno dei bandi del PNNR, e specificatamente quello dell’ecosistema dell’innovazione. Crediamo davvero che la collaborazione tra pubblico e privato sia fondamentale per accelerare la ricerca e l’innovazione”.

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