Workshop Italia-Australia: industrie spaziali motore delle ripresa

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Image from askanews web site
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Roma, 8 giu. (askanews) - Ogni euro investito nello spazio restituisce in media 6 euro all'economia generale e il settore è in forte crescita. Con questa consapevolezza, alla presenza di Steven Marshall, Premier del South Australia, e del Gen. Luigi De Leverano, Consigliere Militare del Presidente del Consiglio Mario Draghi, si è svolto ieri l'incontro bilaterale in occasione del workshop online "The Australian and Italian Space Industries and their roles in the COVID economic recovery", organizzato da SITAEL, impresa italiana operante nel settore dei piccoli satelliti, e parte di Angel Company.

Durante l'evento - informa SITAEL - sono intervenuti Francesca Tardioli, Ambasciatrice d'Italia in Australia, Margaret Twomey, Ambasciatrice d'Australia in Italia, Giorgio Saccoccia, Presidente Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Palermo, a capo dell'Agenzia Spaziale Australiana, Giuseppe Acierno, Presidente di DTA, Roberto Pini, membro del Comitato Scientifico del Distretto Toscano. Il workshop ha consentito il confronto sulle strategie e soluzioni per potenziare le sinergie nel settore aerospaziale tra Italia e Australia e dare vita a nuovi progetti di collaborazione per sostenere la Space Economy verso una ripresa economica duratura.

Le conclusioni del workshop, a cui hanno partecipato con SITAEL (Italia e Australia), le aziende Bercella, Tyvak International, Inovor, Space Machine Company, hanno evidenziato come il ruolo dell'industria spaziale debba concentrare la sua attenzione su tre pilastri principali. Ricerca & Sviluppo, elemento chiave nella fase post-covid per la generazione continua di innovazione e per la quale è di vitale importanza il supporto dalle rispettive istituzioni dei due paesi verso gli istituti di ricerca e gli investimenti privati; Collaboration & Technology Transfer, per creare le condizioni per generare sempre più opportunità di collaborazione congiunta tra i due ecosistemi nazionali in ambito Spazio (come nel caso del progetto SPIRIT), favorendo la nascita di consorzi che uniscano centri di ricerca, aziende, università ed enti istituzionali (es. il consorzio australiano SmartSat CRC), al fine di facilitare il trasferimento tecnologico e la "hands-on experience"; Supply Chain, per sostenere una rapida crescita del settore spaziale è di fondamentale importanza porre le basi per lo sviluppo della filiera produttiva locale, ma che sia nativamente caratterizzata da flessibilità e modularità aprendosi a partnership internazionali e contaminazioni da altri settori industriali (come l'automotive), al fine di essere dinamica e reattiva ai continui cambiamenti richiesti dal mercato.

L'industria spaziale in tutto il mondo sta crescendo ad una velocità senza precedenti, e si prevede, ha ricordato Francesca Tardioli, Ambasciatrice d'Italia in Australia, di diventare valore di più di un trilione di dollari entro il 2040, anche dopo gli effetti dirompenti della pandemia (fonte: Morgan Stanley). Tecnologie abilitanti, ecosistemi composti da piccole e medie imprese di qualità, da distretti tecnologici aerospaziali come quello pugliese e toscano, e forti legami con il settore universitario e della ricerca - è emerso durante l'incontro - sono elementi che fanno dell'aerospazio una delle aree tecnologicamente avanzate su cui puntare e su cui l'Italia ha deciso di investire in maniera importante, come ricordato dal Presidente di ASI, Giorgio Saccoccia e dal Gen. Luigi De Leverano, attraverso le risorse del Recovery Fund. Una previsione di investimento di oltre un miliardo di euro, che potrebbe far compiere un salto di qualità nel processo di modernizzazione e accompagnare la transizione italiana verso una produzione industriale tecnologicamente avanzata.

Da parte sua, il Governo australiano a partire dal 2018 ha investito oltre 700 milioni di dollari australiani nel settore spaziale civile, con l'obiettivo di triplicare le dimensioni del settore dagli attuali 4 miliardi di dollari australiani a 12 miliardi di dollari australiani e creare fino a 20.000 posti di lavoro extra entro il 2030.

In questo contesto, - conclude la nota - la cooperazione strategica tra Italia e Australia, due paesi che condividono un comune sentire ed hanno reciproca stima e fiducia, può fare la differenza, grazie all'intensificarsi dei rapporti di collaborazione già esistenti e la creazione di nuovi. Una collaborazione tra nazioni che vantano esperienze innovative importanti, da mettere al servizio del rilancio dell'economia di entrambi i Paesi nell'attuale contesto post pandemico.