World UFO Day 2021: i segnali dallo spazio li vedrà prima SKAO

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Più che la tecnologia di ricezione, è stata questa la grande sfida da affrontare: il telescopio produrrà un flusso di dati superiore al traffico internet a livello mondiale. Per la prima volta i supercomputer diventano parte integrante di un radiotelescopio, trasformando il progetto nel primo osservatorio “big data” al mondo. Il progetto si chiama SKAO (Square Kilometer Array Observator), e ha il compito di spiegare misteri insoluti, andando alla ricerca dell’origine delle prime stelle e galassie, indagando il magnetismo cosmico la natura della gravità della materia e dell’energia oscura. E mentre fa questo potrebbe anche essere in grado di captare segnali di vita da altri pianeti.

“Un momento che stiamo preparando da 30 anni” ha commentato Philip Diamond, direttore generale del progetto SKAO “l’umanità sta facendo un enorme balzo in avanti, con una struttura di complessità mai vista destinata a svelare i più affascinanti segreti del nostro Universo”. Ci sono voluti 7 anni per ideare il design ottimale del nuovo telescopio, un lavoro che ha coinvolto oltre 500 esperti da 20 paesi per sviluppare e testare le tecnologie necessarie. All’inizio del 2021 SKA Observatory ha acquisito lo status di organizzazione intergovernativa, che ha tra i suoi fondatori Gran Bretagna, Paesi Bassi, Portogallo, Cina e anche l’Italia. Altri Paesi coinvolti sono l’India, il Canada, la Germania e la Svezia, mentre la Svizzera, che già è presente sul lato delle tecnologie di raccolta e analisi dati, sta passando al vaglio del Parlamento proprio in questi giorni la decisione di diventare membro attivo con i fondi necessari almeno fino al 2030.

Il progetto, a cui partecipano attivamente 13 diversi Paesi, avrà un costo di quasi 2 miliardi di dollari, e una collocazione fisica parte in Australia e parte in Sudafrica, sotto il nome di Ska-Low e SKA-Mid in base al range di frequenze che sono in grado di captare. Il sito in Sudafrica avrà 197 parabole di 15 metri di diametro situate nella regione di Karoo, 64 delle quali sono già installate e gestite dal South African Radio Astronomy Observatory (SARAO). Il sito in Australia vedrà l’installazione di 131.072 antenne di 2 metri di altezza presso il Murchison Radio-astronomy Observatory della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation. Data l’ampiezza del progetto, sono stati stipulati accordi con le comunità locali e le popolazioni indigene, in modo da rendere meno invasiva possibile la costruzione delle infrastrutture e far sì che gli appalti avvantaggino gli abitanti del posto.

A differenza della maggior parte dei telescopi esistenti, che captano la luce, lo SKAO si basa sulla ricezione delle onde radio emanate dagli oggetti celesti, raccogliendo una mole di dati mai vista in precedenza (circa 700 petabyte l’anno) che sarà elaborata quasi in tempo reale da supercomputer tra i più veloci esistenti, per poi essere restituita in proiezioni da analizzare per gli scienziati di tutto il mondo che partecipano al progetto. Un accordo speciale è stato fatto con il CERN per una collaborazione nella raccolta e nella gestione del materiale che arriva dal telescopio. La costruzione dovrebbe andare avanti fino al 2028 con una piena operatività entro il 2030, anche se i lavori di ricerca potranno iniziare, in modo parziale, già nei prossimi anni.

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