WUD Roma, come colmare il gender gap nel digitale

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Roma, 9 nov. (askanews) – Fiducia, etica e integrità, tre parole che riassumono il messaggio della Giornata Mondiale dell’usabilità giunta alla sedicesima edizione. Una giornata che vuole rispondere ad alcuni interrogativi cruciali per la nostra vita nel mondo moderno. qual è la responsabilità che il mondo del digitale ha rispetto alla società civile? E’ possibile progettare un futuro in cui i nostri dati non diventino merce o registro?

Alessandra Cristofari è Communication Manager dell’agenzia di design digitale NOIS3, organizzatrice dal 2014 del World Usability Day a Roma: “Parlaremo di strumenti utili, di inclusione, di telemedicina, di come rendere i servizi altamente fruibili tenendo conto che le pubbliche amministrazioni dovranno rapportarsi in modo digitale con le persone”.

Gli incontri che si svolgono dal 10 al 12 novembre in diverse città italiane e 43 città nel mondo vorrebbero rispondere anche a un’altra domanda pressante: come superare il gender gap della tecnica, freno allo sviluppo delle donne e all’economia. Secondo l’ultima relazione del World Economic Forum l’Italia occupa il 63esimo posto nella classifica che determina la differenza di occupazione fra uomini e donne. Sono diversi i fattori che concorrono, fra cui il gap salariale: “Ci sono altri punti da tenere in considerazione, come il basso tasso di occupazione, lavora una donna su due; le condizioni lavorativa con l’alta percentuale di contratti part time, una stima del 50%; l’accesso alla formazione STEM che riguarda il 18% delle donne contro il 34% degli uomini. In Italia solo il 13% delle startup è a prevalenza femminile”.

Le stime dicono che serviranno più di cent’anni in media per colmare le differenze occupazionali fra uomini e donne. E’ il caso di sbrigarsi.

Al WUD Rome diversi talk trattano questo tempo fra cui quello di Chiara Brughera della no profit SheTech, mentre Francesca Fedeli parlerà della comunicazione inclusiva tramite la tecnologia e Leila Belhadj Mohamed di gestione dei dati personali nel mondo interconnesso, partendo dall’uso della tecnologia dei talebani.

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