Xi a Davos, un salto di qualità e da leader globale. Parlano gli esperti

Marco Lupis
·Journalist – Correspondent – Author
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(Photo: EPA)
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L’intervento del presidente cinese Xi Jinping al Forum internazionale di Davos, ha scatenato un’attenzione e un dibattito che – da soli – sono il segno di quanto il baricentro del Mondo si sia spostato verso oriente: non molti anni fa, infatti, sarebbe stato impensabile che un discorso di un leader non occidentale ottenesse tanto seguito, tra gli analisti e i media internazionali. Anche l’Italia non si è sottratta alla discussione che le parole di Xi hanno provocato, specie nell’ambito accademico, tra i sinologi e gli esperti di fatti e storia cinesi a livello universitario. Ma non solo. Huffpost ha raccolto le reazioni di alcuni di loro.

“Quello di Xi è stato un discorso che non definirei “aggressivo”, ma piuttosto “assertivo”, estremamente assertivo” ci dice Maurizio Scarpari, decano dei sinologi italiani, già professore di cinese classico e direttore del Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, autore di molti testi fondamentali per chiunque voglia studiare la Cina, primo fra tutti “Ritorno a Confucio, la Cina di oggi tra tradizione e Mercato” (Il Mulino). Noto per le sue posizioni spesso critiche nei confronti della nuova Cina contemporanea, alcuni suoi articoli pubblicati di recente sull’inserto del Corriere della Sera “La Lettura”, dove interveniva sull’eccessiva penetrazione e la conseguente eccessiva dipendenza del mondo accademico -anche italiano – dagli “Istituti Confucio” cinesi, ha generato un grande dibattito tra gli studiosi; un dibattito che ha raggiunto anche toni piuttosto accesi, considerando che i protagonisti erano tutti compassati studiosi e professori universitari. “Se facciamo un paragone con quello che Xi tenne sempre a Davos quattro anni fa”, continua Scarpari, “salta all’occhio che quello di ieri è sta...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.