Xi a Macron: Europa prenda nelle sue mani propria sicurezza

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Roma, 10 mag. (askanews) - I paesi europei dovrebbero prendere "nelle loro mani la propria sicurezza". L'ha ribadito oggi il presidente cinese Xi Jinping nella telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron in cui, parlando della crisi ucraina, ha sostanzialmente ripetuto un concetto che aveva già esplicitato ieri al cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Pechino già nelle scorse settimane aveva invitato l'Europa a prendere in considerazione il fatto che i suoi interessi strategici non coincidono con quelli degli Stati uniti. In questi giorni, questa nozione sta assumendo i toni di un sostegno all'"autonomia strategica" Ue, che è un argomento caro anche a Macron, il quale già alla fine dello scorso decennio lo lanciò assieme all'allora cancelliera tedesca Angela Merkel.

"La Cina sostiene i paesi europei affinché prendano la sicurezza dell'Europa nelle loro mani", ha detto Xi a Macron, secondo la minuta della telefonata diffusa dal Ministero degli Esteri di Pechino. Xi ha anche invitato a essere "vigili contro un conglitto tra blocchi, che pone una minaccia maggiore e più persistente alla sicurezza e stabilità globali".

Macron, non sorprendentementeha, secondo la minuta, assicurato al suo interlocutore che "la Francia e l'Ue sono impegnati verso l'autonomia strategica e non sono a favore o prendono parte a un conflitto tra blocchi".

In particolare, il tema caldo sul piatto è ovviamente quello della guerra in Ucraina. Pechino non ha condannato l'invasione russa né ha deciso sanzioni contro Mosca, ma anzi - da un punto di vista della comunicazione - e apparsa protendere per Mosca. Molte voci europee hanno auspicato un intervento di Xi sul presidente russo Vladimir Putin per cercare di attivare un negoziato.

Xi, dal canto, ha sottolineato con Macron che la Cina "ha lavorato a modo suo per promuovere colloqui di pace". E il presidente francese - secondo quanto riferisce Pechino - ha detto che Parigi è "pronta a una stretta coordinazione e cooperazione con la Cina a livello bilaterale o multilaterale" per promuovere una via negoziale per la pace, sulla quale i due leader concordano.

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