Xinjiang, Pechino contro rapporto Onu: pronti a batterci

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Roma, 23 set. (askanews) - La Cina è "pronta a battersi" nell'ambito della riunione del Consiglio dei diritti umani Onu, per "ristabilire la verità" a fronte delle "falsità" contenute nel rapporto stilato dall'alta rappresentante Onu Michelle Bachelet sulla repressione degli uiguri nello Xinjiang, la provincia nord-occidentale cinese dove, a dire degli Usa e dei loro alleati occidentali, viene sfruttato il lavoro forzato uiguro e ci sono atti paragonabili a genocidio. L'ha comunicato il portavoce della provincia di Xinjiang Xu Guixiang in una conferenza stampa a Ginevra.

"Di fronte alle false idee del rapporto, vogliamo ristabilire la verità e chiarire i fatti", ha affermato Xu. "Vogliamo approfittare di questa occasione per chiedere alla comunità internazionale di essere lucida sulla verità e sui fatti relativi alla lotta contro il terrorismo e l'estremismo nello Xinjiang e di fare la buona scelta tra il bene e il male, tra lato chiaro e quello oscuro, tra chi è progressista e chi è retrogrado", ha continuato. "Noi siamo pronti a batterci".

La Cina è accusata di aver messo in stato di detenzione in "centri vocazionali" olte un milione di uiguri e di altri membri delle minoranze musulmane. Pechino respinge l'accusa sostenendo di aver messo in campo soltanto azioni educative per scongiurare il pericolo della radicalizzazione e quello del terrorismo.

Michelle Bachelet, che è riuscita ad andare sul campo e a pubblicare nelle scorse settimane, immediatamente prima della fine del suo mandato, un rapporto particolarmente urticante per Pechino. Pur non parlando di genocidio, evoca possibili" crimini contro l'umanità" e prove "credibili" di torture e violenze sessuali, chiedendo alla comunità internazionale di agire.