Yara Gambirasio: l'omicidio senza colpevole

Sono trascorsi 19 mesi dal giorno del ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra scomparsa e poi trovata morta nel 2010 in un campo a Chignolo d'Isola, nel bergamasco. Un anno e mezzo di testimonianze, indagini, depistaggi e numerose piste intraprese, dal ricatto al maniaco di paese, passando per l'extracomunitario e la pista satanica, fino alla più recente, quella che porterebbe - anche grazie ad una delle 13 mila prove del Dna che possiede la scientifica - a far concentrare le indagini su un giovane frequentatore della discoteca "Sabbie mobili" di Chignolo, una zona molto vicina al campo in cui fu ritrovato il cadavere di Yara. Il suo campione di saliva al momento pare sia quello che più si avvicina a quello ritrovato sugli indumenti della ragazza.

Questo giovane, nemmeno trentenne, è l'ultimo ad essere entrato nella lista nera degli "orchi" di Yara. E ieri, a ridosso della scadenza - prevista per il 9 luglio - dei termini per ottenere l'ultima proroga delle indagini, la pm Letizia Ruggeri ha incontrato nuovamente i genitori della giovane. Un incontro fortemente voluto dagli stessi genitori, che si erano lamentati proprio dell'andamento delle indagini e di come il caso della loro figlia fosse passato lentamente nel dimenticatoio. E così Fulvio e Maura Gambirasio sono stati nuovamente interrogati sugli stili di vita, le amicizie - reali e quelle di Facebook - e sull'uso del telefonino della loro figlia. Domande già poste ai genitori numerose volte, ma che forse sono state riproposte per leggere gli indizi in possesso degli investigatori sotto un'altra luce. O forse perchè la famiglia Gambirasio aveva in passato espresso numerose perplessità sull' analisi approfondita di alcune tracce biologiche trovate sul cadavere che, secondo i periti di parte, non erano state prese inizialmente in considerazione ed erano state troppo superficiali.

Purtroppo i timori che questo caso resti senza colpevole diventano sempre più forti. Se un anno e mezzo fa le indagini si erano quasi chiuse con l'arresto di Mohammed Fikri, giovane operaio marocchino, il suo immediato rilascio portarono ad una lista di colpevoli infinita e indefinita. Per molto tempo si pensò che gli assassini erano due, un uomo e una donna addirittura, in seguito al ritrovamento sulla batteria del cellulare di Yara di due profili genetici, mai ritrovati però tra quelli schedati dall'equipe della dottoressa Cattaneo. E di due uomini, o comunque di due individui ha sempre parlato Enrico Tironi, il giovane vicino di casa di Yara, che raccontò di aver visto la ragazza la sera della sua scomparsa chiacchierare con due persone affianco ad una automobile rossa. Tesi dapprima non creduta, scambiata per una sorta di "fame di celebrità" del giovane, ma successivamente ripresa in mano dagli investigatori.

Ad oggi, la svolta delle indagini si è focalizzata a Gorno, paese del bergamasco vicino a Brembate. Qui pare siano stati identificati i profili genetici del trentenne discotecaro. Ma ancora nessuna prova è sicura al 100%. Quello che è certo, è che si dovrebbe parlare di miracolo per far sì che venga intrapresa una pista chiara e definitiva prima dell'eventuale archiviazione delle indagini, che avverrà tra 10 giorni.

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