Yemen, coalizione saudita non inserita in lista nera Onu -7-

red/Mgi

Roma, 31 lug. (askanews) - La Coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti non è l'unico attore che è stato nominato ma non ritenuto pienamente responsabile nel Rapporto annuale 2018 delle Nazioni Unite, sottolinea Save the Children. L'anno scorso 927 bambini sono stati uccisi e 2.135 sono rimasti feriti in Afghanistan in seguito ad azioni condotte dalle diverse parti in conflitto, ma nonostante ciò non tutte sono state inserite nella lista delle Nazioni Unite. Anche nei Territori Palestinesi Occupati, sebbene le Nazioni Unite abbiano documentato gravi violazioni contro i bambini, le parti in conflitto non sono state inserite in lista nel rapporto di quest'anno.

Secondo Save the Children, il Segretario Generale sta proseguendo in una preoccupante tendenza a schermare le responsabilità di forze armate statali o internazionali. L'Organizzazione esorta quindi il Segretario Generale a pubblicare un elenco completo degli autori delle violazioni sia nel rapporto di quest'anno che in quelli futuri, per compiere un importante passo avanti per garantire che i responsabili cessino di perpetrare gravi violazioni contro i diritti dei bambini. Le decisioni sull'inserimento in lista dovrebbero esclusivamente basarsi sulla serie di violazioni credibili e verificate dalle Nazioni Unite, e non su pressioni di natura politica. L'attuazione di un piano d'azione delle Nazioni Unite per affrontare e prevenire gravi violazioni nei confronti dei bambini deve infine rimanere l'unica opzione formale per poter rimuovere una parte in conflitto dalla "lista nera".