New York, attacco con machete in casa di un rabbino

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Una persona è entrata in casa di un rabbino a Monsey, nello Stato di New York, ed ha accoltellato con un machete cinque persone durante la settima giornata delle celebrazioni di Hannukkah. I feriti, di cui due sono in condizioni gravi, sono stati trasferiti negli ospedali. Sarebbero tutti ebrei chassidisti. Secondo alcuni media statunitensi un sospetto sarebbe stato arrestato dalla polizia di New York. 

L'attacco sarebbe avvenuto intorno alle 22, ora locale. "Una delle vittime è stata pugnalata almeno sei volte", riferisce il Consiglio degli affari pubblici degli ebrei ortodossi sul proprio account Twitter. Il sospetto aggressore, che era fuggito in auto, sarebbe stato catturato ad Harlem, secondo quanto riferisce il 'New York Times' citando funzionari di polizia. L'attacco è avvenuto dopo la sparatoria del 10 dicembre a Jersey City contro un negozio kosher che ha fatto 4 morti.  

Si tratta di "un atto di terrorismo interno" ha detto il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo. Lo stato di New York si stringe "in solidarietà con la comunità ebraica - ha dichiarato il governatore in conferenza stampa - Rafforzeremo le leggi per far sì che queste cose non accadano e che, se dovessero ancora accadere, siano punite nella piena severità della legge". 

Il Centro Simon Wiesenthal ha chiesto al presidente americano Donald Trump di istituire una speciale task force in seno all'Fbi per contrastare gli attacchi antisemiti. "Quel che è troppo è troppo", si legge in un comunicato del Centro che denuncia "gli attacchi senza fine contro gli ebrei e le loro istituzioni religiose", sottolineando che "gli ebrei non devono temere per la loro vita in America quando si recano nei luoghi di preghiera". Il centro esorta anche i leader afroamericani a condannare "l'ondata di recenti crimini avvenuti a New York e in New Jersey ad opera di afroamericani". Il riferimento è alla recente sparatoria nel negozio kosher in New Jersey ad opera di una coppia di afroamericani. Anche l'uomo arrestato per l'attacco di Monsey sarebbe afroamericano. 

"Non consentiremo che questi attacchi diventino la nuova normalità. Useremo tutti i mezzi possibili per fermarli una volta per tutte". Così in un tweet il sindaco di New York, Bill de Blasio . "La polizia di New York - ha aggiunto - ha schierato una presenza visibile e crescente intorno alle case di culto ebraiche per le strade nelle comunità come Williamsburg, Crown Heights e Boro Park". 

In un tweet il presidente di Israele Reuven Rivlin si è detto "scioccato e indignato per il terribile attacco di New York e preghiamo per i feriti affinché possano rapidamente recuperare. L'antisemitismo non è solo un problema ebraico, e certamente non è solo un problema dello Stato di Israele. Dobbiamo lavorare insieme per affrontare questo male crescente, che è una vera minaccia globale".  

Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato l'attacco. "Israele condanna con forza quest'ultima espressione di antisemitismo e il crudele attacco nel pieno di Hannukkah nella casa di un rabbino a Monsey", ha dichiarato Netanyahu aprendo la consueta riunione di governo della domenica, secondo quanto riportato dai media israeliani. "Inviamo i nostri auguri di pronta guarigione ai feriti. Coopereremo in ogni modo con le autorità locali per aiutare a sradicare questo fenomeno. Offriamo questo aiuto a ogni Paese", ha aggiunto.  

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha scritto su Twitter: “Nuovo odioso atto contro popolo ebraico. Condanno in modo inequivocabile violenza antisemita e esprimo solidarietà a comunità ebraica americana. Italia sarà sempre impegnata contro l’antisemitismo in tutte le sue manifestazioni".