New York must go on. Record dei contagi ma la città prova a non chiudere

·4 minuto per la lettura
NEW YORK, NEW YORK - DECEMBER 23: People with and without masks visit the Rockefeller Christmas Tree on December 23, 2021 in New York City. The holiday season was expected to resume with shows and events at full capacity but the COVID-19 variant omicron and the rise in cases across New York State has slowed reopening down. (Photo by Alexi Rosenfeld/Getty Images) (Photo: Alexi Rosenfeld via Getty Images)
NEW YORK, NEW YORK - DECEMBER 23: People with and without masks visit the Rockefeller Christmas Tree on December 23, 2021 in New York City. The holiday season was expected to resume with shows and events at full capacity but the COVID-19 variant omicron and the rise in cases across New York State has slowed reopening down. (Photo by Alexi Rosenfeld/Getty Images) (Photo: Alexi Rosenfeld via Getty Images)

Sta battendo ogni record di contagi ma non vuole rinunciare a vivere. New York City, la città “che non dorme mai”, a due giorni da Capodanno 2021 è l’emblema delle contraddizioni che la variante Omicron sta inoculando, insieme al virus, in ogni angolo del pianeta. I numeri sono impietosi, i contagi si diffondono fuori controllo nei cinque boroughs della Grande Mela, a Manhattan come nel Bronx, da Brooklyn a Queens fino a Staten Island il virus non fa distinzioni di razza, censo o religione.

Solo nell’ultima settimana quasi il due per cento dei newyorchesi si è infettato, duemila persone ogni centomila e i numeri sono destinati a crescere ancora. La parola ‘ondata’ viene ripetuta nei bollettini di tv, radio e siti online ma per i medici e gli infermieri che affrontano la nuova emergenza post-natalizia non è più sufficiente a descrivere quello che sta accadendo in città. Al Mount Sinai, uno dei grandi ospedali di Manhattan (ma è più o meno lo stesso in tutti quanti) le regole per chi entra in ospedale, anche come semplice visitatore, sono tassative: entra solo chi è vaccinato (minimo due dosi) e solo in casi di emergenza chi ha fatto un tampone molecolare nelle ultime 72 ore; divieto assoluto per i non-vaccinati (o chi ha fatto solo una dose) che hanno avuto un contatto con un positivo negli ultimi dieci giorni. Preoccupa soprattutto l’aumento dei contagi tra i minori, che negli ospedali pediatrici sono aumentati di cinque volte, con i medici che si aspettano un ulteriore peggioramento dei dati nei prossimi giorni.

In tutta la città il tasso di trasmissione è aumentato di dieci volte dall’inizio del mese di dicembre, con alcune aree più colpite di altre. Alcuni quartieri, come Clinton o Gramercy Park, superano ampiamente la media, il record è di Chelsea, zona trendy per negozi, ristoranti e gallerie d’arte che con i suoi 2.600 casi per 100mila residenti si avvia a diventare uno dei luoghi più infetti degli interi Stati Uniti. La media di sette giorni di test positivi ha raggiunto il 19,97 per cento, cifra che non ha precedenti dall’inizio della pandemia, i ricoveri quotidiani per sintomi da Covid sono raddoppiati in due settimane fa e triplicati rispetto alle previsioni fatte un mese fa per questo periodo di festività.

Di fronte a questi dati c’era chi ipotizzava come inevitabile un altro Capodanno fatto di chiusure e di paure, ma le cose stanno andando meglio del previsto. La task force guidata dal triumvirato Kathy Hochul-Eric Adams-Bill de Blasio (rispettivamente Governatrice dello Stato, sindaco entrante e sindaco uscente) ha garantito che la prossima settimana le scuole pubbliche riapriranno e che resteranno aperte. In una città in cui i soldi sono il primo valore, l’incentivo da 100 dollari annunciato una settimana fa da Bill de Blasio per chi fa il ‘booster’ (terza dose) ha già prodotto quasi 200mila richiami di Pfizer e Moderna. Chi vuole fa ancora in tempo fino al 31 dicembre, quando scadrà insieme al mandato del sindaco uscente anche l’offerta.

Il numero totale di dosi di richiamo somministrate a New York City è adesso di 1,9 milioni e insieme alla nuova normativa in vigore da lunedì 27 dicembre - quella che richiede ai datori di lavoro privati la prova di almeno una dose di vaccino per tutti i lavoratori che “svolgono un lavoro in presenza o interagiscono con il pubblico” - ha rassicurato le autorità cittadine, quelle politiche come quelle sanitarie.

Il Capodanno non è a rischio, anche se alcune misure straordinarie vengono mantenute, come il numero contingentato (15mila persone) di chi vorrà sfidare freddo e Covid per ritrovarsi nel tradizionale appuntamento di Times Square. La gente ha un po’ meno paura, a un anno di distanza dalle feste di fine 2020 ha imparato a convivere con le minacce del virus, si è vaccinata ed anche se la variante Omicron è ancora tutta da decifrare il numero di persone in giro per le strade, i negozi e i ristoranti aperti danno un’immagine di vitalità che un anno fa era sconosciuta.

Una metropoli viva a metà, perché i teatri di Broadway possono chiudere per un singolo contagio, perché il Saturday Night Live non ha pubblico dal vivo, perché alcune catene hanno deciso di chiudere temporaneamente i battenti. Che l’umore della città non sia cupo come un anno fa lo dimostra ad esempio la mezza marcia indietro di Apple, che dopo aver annunciato la chiusura di tutti i suoi negozi a New York li ha riaperti - anche grazie alle proteste via ‘social network’ - per un numero ridotto di clienti (e turisti). Molti ristoranti resteranno chiusi per la notte di fine anno, molti altri hanno prenotazioni in eccedenza, se qualcuno disdice si fa sotto un altro. A JFK e negli altri aeroporti cittadini molti voli sono stati annullati, ma alla vigilia di Natale 1,7 milioni di persone hanno attraversato i posti di controllo. 800mila in meno del Natale 2019 (quando la pandemia non c’era ancora) ma più del doppio degli 840mila dello sorso anno.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli