New York Times: crisi climatica spaventa Hollywood più di Thanos

Lme

Milano, 20 ago. (askanews) - In molti film hollywoodiani si vede come gli esseri umani abbiano rovinato il nostro pianeta fino a portarlo all'apocalisse. E poi ecco che arriva una specie di semidio alieno che uccide all'istante la metà degli umani, oppure compare un mostro primordiale assetato di vendetta o ancora una moderna divinità marina che si scatena contro la nostra colpevole specie. Il New York Times, in un articolo a firma di Cara Buckley, parte dalle trame di tre recenti blockbuster come "Avengers", "Godzilla" e "Aquaman" per affrontare il tema di come l'industria cinematografica a stelle e strisce si ponga davanti alla crisi climatica attuale. In sostanza, secondo il quotidiano americano, la risposta alle domande sul cambiamento climatico si ricorre quasi sempre a una opzione radicale, opponendo una nuova devastazione (il celebre schiocco di dita di Thanos che dimezza i viventi) alla devastazione antropica del pianeta. Così, pensa il supercattivo gigante viola, la Terra potrà tornare a vivere.

Da sempre più parti, però, si chiede all'industria culturale di massa di articolare risposte di altro tipo, per esempio mostrando in che modo noi umani potremmo adattarci alle condizioni mutate, per evitare, o quanto meno mitigare, gli effetti più devastanti del riscaldamento globale. Insomma, una forma di risposta meno cupamente conservatrice, che però pare sia sempre più difficile da realizzare perché molti registi - scrive il NYT - spiegano che è molto difficile trovare finanziamenti per film che potrebbero deprimere il pubblico e sfidarlo a fare cambiamenti nel proprio stile di vita. Così la tematica della crisi climatica resta quasi del tutto appannaggio della documentaristica, che ovviamente raggiunge un pubblico infinitamente più ridotto rispetto alla fiction cinematografica. E il tema del cambiamento climatico sembra ancora fare paura a Hollywood.