YouTube oscura profilo candidato a capo governo Hong Kong

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Image from askanews web site
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Roma, 20 apr. (askanews) - La piattaforma di video-sharing YouTube ha chiuso il canale della campagna elettorale di John Lee Ka-chiu, il candidato al ruolo di capo dell'amministrazione del territorio semi-autonomo cinese di Hong Kong. Lo scrivono oggi i media hongkonghesi.

La decisione della piattaforma operata da Google è stata spiegata con l'esigenza del gigante tech di onorare le sanzioni statunintensi. "Google rispetta tutte le norme sanzionatorie e le applica in ossequio alle politiche esplicitate nella carta dei servizi", ha detto un portavoce della compagnia al South China Morning Post. "Dopo una revisione del rispetto di queste politiche - ha continuato - abbiamo chiuso il canale YouTube JohnLee2022".

Lee Ka-chiu è nella lista delle personalità sanzionate ad agosto 2020 dal Dipartimento al Tesoro Usa per il suo ruolo nella compressione dell'autonomia dell'ex colonia britannica operata dalla Cina. Al tempo era ministro della Sicurezza. Nella stessa blacklist c'è anche l'attuale chief executive di Hong Kong Carrie Lam.

Il provvedimento di YouTube impedisce a Lee Ka-chiu di condividere i suoi video di propaganda elettorale. Tutti i conternuti già pubblicati sula pagina sono stati rimossi con un messaggio che recita: "Questo account è stato chiuso per aver violato i termini di servizio di Google".

Il direttore della campagna di Lee, Tam Yiu-chung, ha detto di aver ricevuto una notifica da Google stamani e ha definito "del tutto irragionevole" la chiusura del canale. "Non riusciranno a fermarci dal disseminare i nostri messaggi elettorali al pubblico. Noi continueremo a usare fiversi canali e a lavorare duro per la campagna", ha continuato.

Le pagine di Facebook e Instagram di Lee sono, invece, ancora attive.

Lee Ka-chiu, ex numero due dell'amministrazione, si è dimesso da numero due dell'amministrazione a inizio mese per perseguire il progetto di diventare chief executive, cioè capo del governo di Hong Kong. E' considerato il candidato favorito.

L'elezione è prevista per il mese prossimo e avverrà in seno al Comitato elettorale che, oltre ad eleggere il chief executive, nomina 40 membri dell'assemblea legislativa hongkonghese su un totale di 90. Gli altri 50 sono scelti sulla base di un processo elettorale.

Pechino ha dato subito l'impressione di voler accelerare il più possibile la definizione di un quadro chiaro per Hong Kong, che negli anni passati è stata teatro di manifestazioni democratiche e proteste contro la legge sulla sicurezza nazionale imposta dalle autorità cinesi.

Il Comitato elettorale è formato da 1.500 componenti: 300 membri provenienti dai settori industriale, commerciale e finanziario; 300 membri dalla cosiddetta società civile (sindacati, gruppi religiosi ecc.); 300 membri in arrivo dalle professioni; 300 membri dagli organismi elettivi e altri 300 provenienti da una serie di organismi nazionali cinesi (Congresso nazionale del popolo, Conferenza consultiva del popolo cinese ecc.). Ogni sottosettore svolge sue elezioni, ma di fatto questo organismo è nelle mani del governo nazionale, per cui solitamente si dice che il chief executive è scelto da Pechino sulla base degli articolati rapporrti tra il mondo economico hongkonghese e l'Ufficio di collegamento cinese.

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