Yvonne Farrell e Shelley McNamara vincono il Pritzker Prize

Lme

Milano, 3 mar. (askanews) - Yvonne Farrell e Shelley McNamara, hanno vinto l'edizione 2020 del Pritzker Architecture Prize, il più importante premio al mondo per l'architettura. La motivazione ufficiale del premio parla della loro "integrità nell'approccio sia agli edifici sia al modo in cui portare avanti al propria pratica; del loro credo nella collaborazione, della loro generosità verso i colleghi, manifestata specialmente alla Biennale di Venezia del 2018".

Proprio in quell'occasione, le due architette irlandesi, curatrici della Mostra internazionale della Biennale intitolata "Freespace", hanno lanciato un manifesto che ha segnato un nuovo modo di pensare l'architettura e, lasciatecelo dire, anche la stessa Biennale, trasformata in un vero e proprio luogo di scambio, all'insegna di quella "generosità" giustamente rimarcata nella motivazione del Pritzker Prize.

"L'architettura - ha commentato Yvonne Farrell - potrebbe essere descritta come una delle attività culturali più complesse e importanti sul nostro pianeta. Essere un architetto è un enorme privilegio. Vincere questo premio è un meraviglioso supporto al nostro credo architettonico".

Nel lavoro di Farrell e McNamara, la dimensione architettonica pura, spesso tradotta in una versione aggiornata della lezione brutalista, dialoga in maniera imprescindibile con la funzione sociale dell'edificio e vive di una relazione profonda con il luogo, che è una nozione geografica, ma anche umana. Con la sensazione di assistere al rinnovamento di quell'idea fondativa dell'architettura contemporanea della ricreazione di un contesto, spesso di deciso progresso sociale, intorno a un'opera di architettura. Che, senza la vertigine della stupore assoluto, ha la forza di cambiare comunque il paesaggio, nella sua ricca complessità, in maniera radicale.

Farrell e McNamara succedono, nell'albo d'oro del premio, all'architetto giapponese Arata Isozaki.