Zacconi ha detto che Facebook mandò quasi in rovina Candy Crush

arcangelo rociola

L'apertura di Facebook agli sviluppatori di giochi ha avuto un impatto molto negativo su King, la società che ha creato Candy Crush. Tanto che in quegli anni la società vide lo spettro del fallimento. Lo ha detto il fondatore Riccardo Zacconi alla Cnbs. L'imprenditore romano, classe '67, nel 2016 ha venduto King ad Activision Blizzard per 5,9 miliardi di dollari.

Zacconi ricorda quegli anni: "Il 2009 è stato l'anno in cui Zynga lanciò (su Facebook, ndr) un gioco che diventò molto popolare, chiamato Farmville. E quello è stato anche l'anno in cui Facebook ha cominciato a crescere enormemente", dando il via al logoramento di alcune società concorrenti, come Yahoo! che era il partner principale di King. Zacconi ha definito questo il "periodo più stressante della mia vita", perché si è trovato costretto a gestire le aspettative degli investitori, del consiglio di amministrazione e dei dipendenti. In quei giorni Zacconi avrebbe detto ai suoi: "Siamo ancora redditizi perché abbiamo dei giocatori fedeli. Ma stiamo perdendo utenti e le entrate stanno lentamente diminuendo. E' solo una questione di tempo: o aggrediamo Facebook oppure falliremo".

King decide quindi di lanciare Candy Crush su Facebook nel 2012. Ma "Bubble Safari", gioco prodotto da Zynga, continuava ad attirare più utenti di Candy Crush. "A un certo punto la nostra crescita su Facebook freno'". I giochi lanciati da Zynga continuarono ad avere un impatto negativo sul numero di giocatori di King. "Per la prima volta vedemmo utenti e entrate in calo", confessa Zacconi, che dallo scorso maggio non è più amministratore delegato della società per diventarne il presidente. 

Poi la svolta, quando King lancia Candy Crush su smartphone. Il numero degli utenti crebbe enormemente grazie all'intuizione dei manager di King di rendere il prodotto accessibile a più piattaforme: chi cominciava a giocare su desktop, poteva continuare a giocare da mobile. "Abbiamo lanciato il gioco (su mobile) nel novembre 2012. E alla fine del mese il numero salì alle stelle. Non ho mai provato niente del genere in tutta la mia vita", ha continuato Zacconi, che ricorda: "Abbiamo avuto una riunione del consiglio di amministrazione a ottobre 2012 in cui abbiamo definito il piano e i budget per il 2013. Ma alla fine di novembre avevamo già raggiunto l'intero piano per l'anno successivo", ha concluso.