Zaia: Autonomia serve anche al Sud, a noi interessa cresca

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Roma, 7 set. (askanews) - "Il ministro Boccia non lo conosco, non ci siamo sentiti, per ora pesa tutto quello che ha detto" sull'Autonomia "prima di essere al governo. Vedremo se sarà folgorato sulla via di Damasco". COSì Luca Zaia, presidente del Veneto, in un'intervista ad Avvenire.

Sul tema Autonomia "conosciamo bene le idee di Pd e M5s. Pensi che alle primarie del Pd si può usare la tessera elettorale, al nostro referendum ci fu vietato. Quando ci fu la prima pre-intesa, il premier Gentiloni non venne nemmeno a firmare. Di Maio, che dire... dopo mesi di lavoro del ministro Stefani ha detto che voleva istituire una commissione di accademici. Per Conte parlano i fatti: a dicembre 2018 disse che a febbraio 2019 l'Autonomia si faceva...". Insomma, Zaia si mostra scettico sulla possibilità che il processo avviato arrivi a conclusione: "Si rischia una frattura tra efficienza e sprechi. Io mi arrabbio e mi offendo quando dicono che chiedo l'Autonomia a vantaggio solo del Nord. Il Nord non vuole vedere il Sud affondare, l'interesse anche economico è vedere un Sud che si rialza. La foresta che cresce nel Meridione, questo popolo che grida e non viene ascoltato, non ha alcun vantaggio da sprechi di cui beneficiano in pochi, sempre gli stessi. Il lavoro al Sud non cresce, c'è la scena tragica di persone che fanno la valigia per andarsi a curare altrove. E sia chiaro che per noi sono i benvenuti. L'Autonomia è per costringere a governare nell'interesse dei cittadini. Ed è una cosa che sta nella Costituzione, punto".

Infine, una battuta sul numero ridotto di ministro del Nord nel nuovo governo: "Male, malissimo".