Zaia: "C'è pressione ospedaliera ma non emergenza"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

“C’è pressione ospedaliera ma non emergenza”. Lo dice, intervistato da Libero, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Oggi - aggiunge - abbiamo 50 pazienti in terapia intensiva e 400 in ospedale, a marzo erano diverse centinaia in rianimazione e 2.400 ricoverati. E poi ne ricoveravamo uno su cinque, mentre oggi il 96,5% dei positivi è asintomatico”. “Il dato dei contagiati superiore a quello di marzo non è indicativo, è dovuto - spiega - solo al fatto che oggi facciamo una incredibile mole di tamponi. Noi qui in Veneto, solo nelle ultime settimane, abbiamo fatto un milione e mezzo di test rapidi. La mappatura del territorio è fondamentale nella lotta al virus, fin dai tempi degli esami a tappeto a Vo' Euganeo”.

Zaia descrive anche il suo modello di governo: “Lavorare molto, sentirsi sulla pelle la responsabilità di rappresentare un popolo e non buttarla mai in politica. Io non ho abbassato la guardia quest'estate, non sono andato in vacanza...”.

"Fin da giugno - spiega - ho iniziato a pensare allo scenario autunnale, che è più complicato perché ormai abbiamo sviluppato una psicosi: tutti, appena hanno un raffreddore, si convincono di avere il Covid e fanno pressione sul sistema sanitario”.

Sul fatto che la maggioranza giallorossa abbia detto più volte che la pandemia è la prova che la sanità deve essere gestita dal centro, Zaia dice che “i centralisti hanno torto a prescindere, perché ragionano con mentalità medievale. Sono anacronistici e la loro teoria dello Stato porta al fallimento. In Veneto abbiamo 68 ospedali, 58mila sanitari e 80 milioni di prestazioni l'anno da erogare. Mi spiega com'è possibile che il sistema sia gestito da Roma? La macchina della sanità è troppo complessa per essere centralizzata. D'altronde, lei mi ha chiesto qual è il segreto del mio modello di governo, glielo spiego subito: essere sempre presente sul posto. Per fermare il virus in Veneto devi essere qui”.

“La pandemia - sottolinea - ci ha insegnato che la ricetta vincente è l'autonomia differenziata, prevista peraltro dai nostri padri costituenti. Chi è capace di volare da solo, va lasciato andare. Lo Stato aiuti chi ha bisogno, ma non freni la nostra libertà. Noi sappiamo bene cosa fare”.