Zaia: "Prima si va a votare meglio è"

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"La linea comune dei governatori è che prima si va a votare meglio è. Siamo convinti che si possa valutare, e spero che il Capo dello Stato e il governo valutino l'opportunità di una sessione estiva per fine giugno". Lo ha ribadito oggi il presidente del veneto Luca Zaia, in merito alla data delle elezioni amministrative e regionali. "A oggi - ha spiegato - la finestra di legge prevede una data tra il 15 ottobre e il 15 dicembre, che è rischiosissima per un possibile ritorno del Coronavirus. Se si aprirà il 3 maggio, sarà difficilissimo andare a votare a giugno e dire alla gente che si farà una proroga di sei mesi". 

Quanto alle riaperture Zaia ricordando che "la chiusura si è fatta a macchia di leopardo per aree e tempi diversi, fino al lockdown totale", ha auspicato "che si riapra con lo stesso principio, gradualmente e possa riaprire prima chi ha chiuso prima. Ovviamente, aprono solo le imprese che possono mettere in sicurezza i loro lavoratori".  

Il governatore ha quindi evidenziato come "bisogna prendere atto che già oggi il lockdown non esiste più di fatto che molte imprese hanno già riaperto e che essendo buone le curve di contagio penso si possa partire con un primo gruppo di aziende che si candidano a tare i test, e che garantiscono la sicurezza dei dipendenti", ha spiegato. "Ecco, in Veneto abbiamo già un primo gruppo di imprese del settore della moda, e del metalmeccanico che si sono candidate per questa sperimentazione in vista della riapertura poi di tutte le attività produttive dopo il 3 maggio. Noi siamo interessati a questa sperimentazione e presenterò al governo  il nostro piano perché penso possa essere un utile contributo in vista del piano nazionale di riavvio totale".  

"Ma - ha avvertito  Zaia - bisogna prima che venga liberalizzata la vendita dei dispositivi di protezione, in primis le mascherine, sul mercato in modo tale che le imprese possano così garantire la sicurezza dei loro dipendenti".  

Il governatore è poi intervenuto in merito alle eventuali cause contro i medici durante l'emergenza coronavirus. "È corretto in un Paese democratico e civile che chi ha dubbi li possa chiarire magari andando dalla magistratura. Da parte nostra - ha sottolineato Zaia - non ci sono problemi: sono fatture sugli acquisiti, i dati sui prestatori d'opera, sugli ospiti. Verrà messo in fila tutto e chi si sente danneggiato può chiedere che venga accertato tutto. Non lo dico per sfidare nessuno - ha spiegato - ma in un periodo come questo, se qualcuno vuole andare avanti penso sia giusto che vada pure dal magistrato. E, comunque , questa è una tragedia che l'umanità vive ogni 2-300 anni.... Non voglio accampare giustificazioni, ma faccio parte di quelli per cui i medici devono essere aiutati, non si può pensare che dietro al parcheggio dell'ospedale ci sia il banchetto degli avvocati per le cause. E, io sarò sempre schierato dalla parte dei medici. Al di là di alcuni casi eclatanti, uno su un milione, i medici e gli operatori sanitari sono in prima linea in questa tragedia e vanno aiutati ".