Zaki resta in carcere: la decisione dell'Egitto

·2 minuto per la lettura
zaki sentenza
zaki sentenza

Nella giornata del 2 giugno la procura egiziana ha reso nota la sentenza che dispone altri 45 giorni di custodia cautelare in carcere per Patrick Zaki, detenuto dal febbraio del 2020 con l’accusa di propaganda sovversiva. A comunicare la decisione dei giudici alla stampa italiana è stata una dei suoi legali, Hoda Nasrallah, che si è limitata a dire al telefono: “Altri 45 giorni, come ogni volta”. In Egitto la custodia cautelare può durare fino a due anni, ma essere ulteriormente prorogata nel caso dovessero emergere nuovi dettagli in merito alle accuse.

Altri 45 giorni di custodia cautelare per Patrick Zaki

Patrick Zaki era stato arrestato lo scorso 7 febbraio 2020 all’aeroporto de Il Cairo con l’accusa di “propaganda sovversiva su internet”, capo d’imputazione per il quale rischia fino a 25 anni di carcere. L’avvocato Mohamed Halim ha tuttavia ricordato che Zaki è anche accusato di aver tentato di rovesciare il governo egiziano e che potrebbe per questo essere condannato all’ergastolo o essere deferito alla Giustizia militare.

Al momento dell’arresto, il 29enne stava svolgendo un master biennale in studi di genere presso l’Università di Bologna. Attualmente è detenuto nel braccio indagati del carcere cairota di Tora, dov’è costretto a dormire sul pavimento.

Prolungata la custodia in carcere di Patrick Zaki, il commento di Amnesty International

Nel frattempo la sezione italiana di Amnesty International ha commentato la decisione dei giudici egiziani, definendola un accanimento giudiziario: “Rinnovata la detenzione preventiva per Patrick Zaki. L’ennesimo rinnovo che non lascia spazio a dubbi: la sua detenzione è un accanimento giudiziario”.

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

Gli attivisti della pagina Facebook Free Patrick hanno inoltre specificato che contrariamente al passato, il questa udienza è stato impedito di partecipare ai rappresentanti delle ambasciate straniere: “Ieri si è tenuta l’udienza per rinnovare la detenzione di Patrick Zaki davanti al tribunale nella sala di consultazione. Come ad ogni sessione, le/i rappresentanti delle ambasciate di alcuni paesi europei e l’avvocato dell’Unione europea erano venute/i per assistere, ma questa volta è stato impedito loro di entrare nell’aula e non hanno potuto assistere all’udienza.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli