Zaky: "Mi hanno picchiato anche se non ho fatto niente"

Protesta contro l'incarcerazione di Zaky a Milano, 15/02/2020 (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto via Getty Images)


"Mi tengono in un posto terribile: una cella con 35 detenuti e un solo bagno. Un grande stanzone con una porta piccolissima". A raccontarlo è Patrick George Zaky, lo studente di Bologna arrestato al Cairo per propaganda sovversiva, alla giornalista di Repubblica inviata in Egitto per assistere al processo del ragazzo.

L'udienza si è tenuta sabato 15 febbraio a Mansura. Alla stampa, Zaky, ha detto di stare bene, ma ha anche raccontato alcuni particolari sul suo interrogatorio che fanno quasi paura: "Mi hanno tenuto bendato per 12 ore. Mi hanno picchiato in viso. Mi hanno fatto spogliare e mi hanno chiesto della mia ong e di alcuni post su Facebook, ma io non ho fatto nulla".

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E gli interventi dei legali non servono a nulla, nonostante questi abbiano sostenuto anche davanti al giudice che il ragazzo "è stato fermato sulla base di prove false, di post pubblicati su un account Facebook che non appartiene a lui. Ed è stato picchiato, bendato, interrogato per ore senza un legale": al termine dell'udienza, infatti, è stato deciso che per ora Zaky rimane in prigione (come abbiamo raccontato qui)