Zampa: contro mutilazioni genitali impegno per più risorse

Red/Gtu

Roma, 5 feb. (askanews) - "Le mutilazioni genitali femminili sono una forma di violenza che calpesta i diritti di bambine e giovani donne, mettendo a rischio la loro salute fisica e psicologica e che deve vedere tutti quanti noi impegnati in una battaglia che non riguarda solo le donne ma ha a che fare con lo sviluppo dell'intero genere umano", lo ha sottolineato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, annunciando "l'impegno come ministero della Salute di prevedere maggiori risorse dedicate nella prossima legge di bilancio".

Zampa è intervenuta oggi al Convegno organizzato dal ministero della salute, sulle mutilazioni genitali femminili, organizzato in vista della giornata internazionale che si celebra domani, ricordando che "almeno 200 milioni di ragazze e donne vivono oggi nel mondo con le cicatrici di qualche forma di mutilazione genitale subita nel corso della propria vita. Le mutilazioni genitali vengono praticate principalmente su bambine tra i 4 e i 14 anni di età. Tuttavia, in alcuni Paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come accade nel 44% dei casi in Eritrea e nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni come nello Yemen. La pratica può causare complicanze a breve, medio e lungo termine, tra cui dolore cronico, infezioni, aumento del rischio di trasmissione dell'Hiv, ansia e depressione, complicazioni al momento del parto, infertilità e, nei casi peggiori, la morte".

"L'Unicef - ha proseguito il sottosegretario alla salute - stima che altri 68 milioni di ragazze subiranno mutilazioni genitali da qui al 2030 se non vi sarà una forte accelerazione nell'impegno per porre fine a questa pratica aberrante. In Italia, dove è in vigore la legge 7/2006 per prevenire e contrastare le pratiche di mutilazione genitali femminili, il numero di donne che hanno già subito una mutilazione genitale si stima sia compreso tra 61mila e 81mila. Ad eseguire le mutilazioni sono essenzialmente donne: levatrici tradizionali o le stesse madri. Ma è impressionante rilevare che oltre 20 milioni in 7 Stati (Egitto, Sudan, Guinea, Gibuti, Kenya, Yemen e Nigeria) sono state sottoposte a questa pratica per mano di un operatore sanitario. Una Risoluzione del Parlamento europeo del 2018 invita a vietare esplicitamente la medicalizzazione". (Segue)