Zecchino d’oro: chi ha copiato il Reggaetonno?

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Il Reggaetonno (Photo: Elaborazione grafica Ines Paolucci)
Il Reggaetonno (Photo: Elaborazione grafica Ines Paolucci)

C’erano una volta Quarantaquattro gatti, Il torero Camomillo, Le tagliatelle di nonna Pina, Il coccodrillo come fa?, Fammi crescere i denti davanti: idee per titoli da Zecchino d’oro che hanno lasciato il segno nella storia della musica italiana almeno quanto quelli delle più celebrate canzoni del Festival di Sanremo. Altri tempi, altri autori, altra fantasia, ma soprattutto meno canzoni depositate e pertanto minore rischio di imbattersi in combinazioni melodiche, testi e titoli già impiegati.

I titoli dei brani in gara nelle ultime edizioni di Sanremo – a parte poche eccezioni, come i Måneskin che hanno vinto quest’anno con Zitti e buoni, titolo senza precedenti – erano stati già utilizzati per decine o centinaia di altre canzoni depositate in passato nell’Archivio delle opere musicali della Società italiana degli autori ed editori. E persino lo Zecchino d’oro, la competizione musicale per bambini più famosa del mondo, ideata nel 1959 dai frati dell’Antoniano di Bologna, pare aver perduto le primordiali caratteristiche di originalità.

Nella prossima edizione, in calendario dall’1 al 4 dicembre, ci sarà una canzone che ha già provocato una diffida con minaccia di scatenare una vertenza per plagio. Si tratta de Il Reggaetonno, nome che briosamente accosta il ballo portoricano lanciato nei primi anni Novanta e il pesce che abita soprattutto nelle scatole di latta.

Entrambi “In tutti i mari del mondo”

A interpretare Il Reggaetonno allo Zecchino d’oro, programma trasmesso da Raiuno con la direzione artistica di Carlo Conti, saranno i piccoli Giuseppe e Irene, rispettivamente di 7 e 8 anni. I due esecutori sono, in tutti i sensi, ineccepibilmente innocenti. La coincidenza oggetto di lite riguarda gli autori.

“In tutti i mari del mondo, dal Polo al Macondo, si parla di lui: Reggaetonno” recita la strofa della canzone scritta da Andrea Casamento, Gianfranco Grottoli e Andrea Vaschetti, i tre autori più famosi e presenti nelle passate 15 edizioni dello Zecchino d’oro.

Il Reggaetonno depositato alla Siae nel marzo del 2020 (Photo: Siae)
Il Reggaetonno depositato alla Siae nel marzo del 2020 (Photo: Siae)

Il problema è che già nel 2020, due mesi prima del loro Reggaetonno, alla griglia di partenza dello Zecchino d’oro era stata presentata un’altra canzone con lo stesso titolo e con il ritornello che espone “Il Reggaetonno si balla in tutti i mari del mondo, dalle Maldive fino a Cefalù, se vuoi ballare fai un tuffo anche tu”. Il brano è firmato da Dario Sgrò, altro musicista specializzato nella composizione di colonne sonore per cartoni animati e motivi per bambini, assieme al cantautore Andrea Di Giustino.

Il Reggaetonno deposito alla Siae nel gennaio del 2020 (Photo: Siae)
Il Reggaetonno deposito alla Siae nel gennaio del 2020 (Photo: Siae)

“Le analogie nei testi delle due canzoni, oltre all’identità del titolo, sono palesi. – dice Dario Sgrò – Candidammo il nostro brano allo Zecchino d’oro nel febbraio del 2020. Ci risposero che pur essendo presente nella selezione dei primi 100 Il Reggaetonno non era stato ammesso in gara. Lo scorso febbraio lo abbiamo riproposto per l’edizione 2021, ma non è entrato neanche nella selezione. Pensate al nostro stupore quando abbiamo scoperto che tra le canzoni partecipanti il prossimo dicembre figura Il Reggaetonno, scritto però da altri autori”.

L’anagrafe dei pesci ballerini

Sgrò e Di Giustino hanno fatto ricerche alla Siae, protestato con l’Antoniano minacciando una causa per contraffazione. Niente da fare. “L’organizzazione dello Zecchino d’oro ci ha risposto che la prova della preesistenza del Reggaetonno accolto nell’edizione di dicembre starebbe in una mail contenente un wetransfer risalente al 2019. – aggiunge Sgrò – Eppure nell’Archivio della Siae il nostro risulta depositato nel gennaio del 2020, mentre l’altro porta la data di marzo 2020, quando già da un mese l’Antoniano era in possesso del nostro Reggaetonno”.

“Non siamo noi a occuparci delle selezioni, bensì una giuria di ascolti esterna che compie una prima scrematura sugli oltre 600 brani che giungono in ogni edizione. – dice Fabrizio Palaferri, direttore del centro di produzione dell’Antoniano – Mi dispiace per questa protesta su Il Reggaetonno. Gli autori mi hanno assicurato di aver creato quella canzone, con quel titolo, oltre un anno prima di depositarla alla Siae. Posso aggiungere che esistono dei precedenti analoghi: in un’altra edizione furono selezionate due canzoni intitolate Il contadino”.

“Quando nel 2020 iscrivemmo Il Reggaetonno allo Zecchino d’oro nessuno ci disse che altri autori avevano presentato un brano con lo stesso titolo. – dice Andrea Casamento – Ma anche ci avessero avvertiti non ci saremmo tirati indietro: queste coincidenze capitano sempre più spesso. Poi c’è una giuria che ascolta i pezzi e sceglie quello che ritiene migliore. A prescindere dalla data di deposito alla Siae il nostro Reggaetonno è nato prima. Conservo un provino audio e video della canzone realizzato nel 2018: l’interprete è un bambino del coro che dirigo”.

Carlo Conti, direttore artistico e conduttore dello Zecchino d’oro (Photo: Elisabetta Villa via Getty Images)
Carlo Conti, direttore artistico e conduttore dello Zecchino d’oro (Photo: Elisabetta Villa via Getty Images)

Gli accorgimenti di Carlo Conti

“Non sapevo nulla del Reggaetonno, a me arriva solo l’esito dell’ultima fase della selezione – dice Carlo Conti, direttore artistico e conduttore dello Zecchino d’oro. – Nella veste di direttore artistico ho preteso diversi accorgimenti, ad esempio quello di non consentire allo stesso autore di firmare più di una canzone in gara. Ma questo del Reggaetonno e dei titoli identici in generale mi sembra un problema esclusivo della Siae”.

È possibile che la storia non finisca qui. Gli avvocati sono al lavoro per stabilire in proposito la più appropriata interpretazione del diritto d’autore e hanno chiesto alla Siae una serie di confronti tra i brani per individuare l’eventuale sussistenza del plagio. L’ascolto sembrerebbe tuttavia escludere somiglianze melodiche e armoniche tra i due Reggaetonno.

Il capostipite ha cambiato nome

Il primo Reggaetonno depositato alla Siae nel dicembre del 2018 (Photo: Siae)
Il primo Reggaetonno depositato alla Siae nel dicembre del 2018 (Photo: Siae)

Va aggiunto che nell’Archivio della Società italiana degli autori ed editori in realtà esiste un terzo Reggaetonno, depositato nel dicembre del 2018 dalla musicista Chiara del Vaglio. Tra i due litiganti potrebbe essere dunque questo terzo (ma cronologicamente primo) deposito a tagliare la testa al…tonno? “Sono stata la prima ad avere l’idea di quel titolo. – conferma Chiara del Vaglio – Mi sembrò un elementare gioco di parole. Collaboravo all’epoca con RTI Music: inviai gli mp3 di tre canzoni, compresa Reggaetonno, che però non furono utilizzate. Erano brani strumentali, senza testi. Con la stessa musica di Reggaetonno depositai successivamente un secondo brano, intitolato Che palle il Reggaeton!. Quello andò meglio: piacque e venne pubblicato”.

Il secondo titolo sulla musica di Reggaetonno depositato alla Siae nel luglio del 2019 (Photo: Siae)
Il secondo titolo sulla musica di Reggaetonno depositato alla Siae nel luglio del 2019 (Photo: Siae)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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