Zero euro in cassa per Di Maio

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di Antonio Atte e Vittorio Amato  Zero entrate. Zero uscite. Zero proventi. Zero dipendenti. C'è una sorta di 'scatola vuota' nella galassia dei 5 Stelle. Parliamo della neo-associazione M5S, creata da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per sostituire la vecchia 'piattaforma' associativa, presieduta da Beppe Grillo, in vista delle ultime politiche: nata il 20 dicembre 2017, secondo il suo primo bilancio, chiuso al 31 dicembre del 2018, risulta priva di patrimonio, debiti, crediti e proventi.  Spulciando i conti e le relative scritture contabili dell'Associazione che vede Di Maio nella duplice veste di capo politico e tesoriere, si scopre che "non risultano poste a titolo attività, passività, proventi, oneri da iscrivere" nel bilancio, come riportato nella relazione al rendiconto finanziario, firmata dal leader grillino.  "L'Associazione M5S - spiegano all'Adnkronos fonti pentastellate - nel 2018 ha un rendiconto pari a zero perché non c'è stata alcuna movimentazione relativa all'Associazione, né movimenti bancari, né fatture, nulla". Il bilancio è stato approvato lo scorso 30 aprile dal comitato di garanzia M5S, alla presenza di Vito Crimi, presidente dell'organismo nonché sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all'editoria, mentre gli altri due componenti, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, erano in collegamento audio-video. In particolare, nel corso del 2018, si legge sempre nella relazione, "l'Associazione non ha svolto alcuna attività onerosa di informazione e comunicazione". Le stesse fonti grilline evidenziano inoltre che "il resoconto delle attività finanziarie è pari a zero perché non ci sono state attività, mentre le campagne elettorali con relative spese sono tutte a carico dei comitati elettorali".  Infatti, quando il Movimento si appresta ad affrontare elezioni, è solito utilizzare dei comitati ad hoc per raccogliere e gestire i fondi necessari a sostenere la campagna elettorale. Come nel caso del comitato elettorale costituto per le politiche dello scorso anno, che - riporta la nota integrativa che accompagna il bilancio - ha chiuso il rendiconto 2018 con un disavanzo di 165mila 311 euro, "figlio della raccolta delle donazioni volontarie e di una campagna elettorale portata a termine con un residuo di patrimonio netto di euro 325,67 euro".

di Antonio Atte e Vittorio Amato  

Zero entrate. Zero uscite. Zero proventi. Zero dipendenti. C'è una sorta di 'scatola vuota' nella galassia dei 5 Stelle. Parliamo della neo-associazione M5S, creata da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio per sostituire la vecchia 'piattaforma' associativa, presieduta da Beppe Grillo, in vista delle ultime politiche: nata il 20 dicembre 2017, secondo il suo primo bilancio, chiuso al 31 dicembre del 2018, risulta priva di patrimonio, debiti, crediti e proventi.  

Spulciando i conti e le relative scritture contabili dell'Associazione che vede Di Maio nella duplice veste di capo politico e tesoriere, si scopre che "non risultano poste a titolo attività, passività, proventi, oneri da iscrivere" nel bilancio, come riportato nella relazione al rendiconto finanziario, firmata dal leader grillino.  

"L'Associazione M5S - spiegano all'Adnkronos fonti pentastellate - nel 2018 ha un rendiconto pari a zero perché non c'è stata alcuna movimentazione relativa all'Associazione, né movimenti bancari, né fatture, nulla". 

Il bilancio è stato approvato lo scorso 30 aprile dal comitato di garanzia M5S, alla presenza di Vito Crimi, presidente dell'organismo nonché sottosegretario a Palazzo Chigi con delega all'editoria, mentre gli altri due componenti, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, erano in collegamento audio-video. 

In particolare, nel corso del 2018, si legge sempre nella relazione, "l'Associazione non ha svolto alcuna attività onerosa di informazione e comunicazione". Le stesse fonti grilline evidenziano inoltre che "il resoconto delle attività finanziarie è pari a zero perché non ci sono state attività, mentre le campagne elettorali con relative spese sono tutte a carico dei comitati elettorali".  

Infatti, quando il Movimento si appresta ad affrontare elezioni, è solito utilizzare dei comitati ad hoc per raccogliere e gestire i fondi necessari a sostenere la campagna elettorale. Come nel caso del comitato elettorale costituto per le politiche dello scorso anno, che - riporta la nota integrativa che accompagna il bilancio - ha chiuso il rendiconto 2018 con un disavanzo di 165mila 311 euro, "figlio della raccolta delle donazioni volontarie e di una campagna elettorale portata a termine con un residuo di patrimonio netto di euro 325,67 euro".