Zerocalcare: "Io punto di riferimento dei ragazzini? Non credo proprio"

(Adnkronos) - "Io punto di riferimento delle nuove generazioni? Non credo proprio, non le conosco e non penso nemmeno di essere visto da loro come un punto di riferimento perché le persone che incontro solitamente sono più grandi". Parola di Michele Rech, in arte Zerocalcare, a Pescara tra i protagonisti di 'Cartoons on the Bay', il festival dell'animazione e della transmedialità promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, che gli ha assegnato il Premio Bonelli. "E' vero che la serie su Netflix ('Strappare lungo i bordi', ndr) ha portato anche un pubblico di 'pischelli', però io non faccio più nemmeno le ripetizioni che erano l'unico biglietto che avevo per incontrare i ragazzini, adesso non so proprio nulla di loro".

Però, se potesse parlare a se stesso da ragazzino di dieci anni, gli direbbe "di stare un po' più tranquillo perché con i fumetti e con i cartoni si può campare, cosa che non avrei mai pensato prima, ma gli direi di cercare di fare anche altro nella vita e di non chiudersi solo a lavorare perché la gente cresce, fa figli e tu resti sempre là".

Zerocalcare tra i prossimi impegni ha l'uscita del libro a ottobre prossimo 'No sleep till Shengal' per Bao Publishing, che racconta il viaggio nel nord dell'Iraq sulla questione dei curdi, e la nuova serie Netflix "che non c'entra nulla con la precedente e della quale ancora non si conosce la data d'uscita. Anzi - scherza il fumettista - penso che la mia famiglia sarà giustiziata se dico qualcosa in più...". E a chi gli chiede come è cambiata la sua vita con il successo, risponde netto: "Non ho più l'ansia di cosa fare per pagare l'affitto o le bollette. In realtà il cambiamento principale è proprio questo...".

Quanto al suo lavoro, Zerocalcare prima commenta soddisfatto il successo di 'Strappare lungo i bordi' (“'Sta serie sta andando super bene sono molto contento", e poi aggiunge: "Fare fumetti è proprio un mestiere ma è anche vero che farlo per dieci anni o ce stà un po’ de passione o effettivamente è abbastanza complicato". E prosegue: “La cosa che ho imparato quando cercavo di fare i fumetti è l’importanza dell’autodisciplina, se non c’hai qualcuno che te sta con il fiato sul collo arrivi a pagina tre, smetti e poi riprendi, smetti e poi riprendi...”. E alla domanda su chi sia più vero tra il cartoonist e il personaggio della serie Netflix risponde di aver iniziato a disegnare i suoi personaggi proprio “per poter dire quello che io non posso dire, come la volta che non mi andava di ospitare un amico a casa mia a dormire, io non avevo il coraggio e allora ho disegnato un fumetto per farglielo capire”.

Poi Zerocalcare ha ritirato il Premio Sergio Bonelli 2022 assegnatogli dalla giuria composta da Roberto Genovesi, direttore artistico del festival, Davide Bonelli, direttore generale Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, direttore editoriale Sergio Bonelli editore, Pierluigi Colantoni, direttore Comunicazione Rai e Maurizio Imbriale, vice direttore Offerta Canali Rai, per avere "saputo trasporre il suo ironico e personalissimo stile sugli schermi e sui teleschermi”. E a chi gli dice cosa si prova a vincere tanti premi, risponde con la sua solita schiettezza: "Non è vero che ne ho vinti molti. Grazie di questo premio, anche se io mi sento un po' abusivo nell'animazione e se sto qui è grazie al lavoro di tutte le persone che hanno partecipato alla realizzazione della serie".

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