Zingaretti è "esasperato" da Renzi e Di Maio

Nel giorno cruciale per le acciaierie di Taranto, con il confronto tra Giuseppe Conte e i vertici di ArcelorMittal, si è svolta una riunione della delegazione di governo del Partito democratico assieme al segretario Nicola Zingaretti, al vice segretario Andrea Orlando, ai capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci.

Sulla carta, una occasione per fare il punto sulla manovra, ma fonti del Partito democratico spiegano che dal vertice è emersa una "forte esasperazione nei confronti degli atteggiamenti tenuti in queste ore da Matteo Renzi e Luigi Di Maio. Se si tira troppo la corda", è il ragionamento, "questa rischia di spezzarsi".

"O si governa per cambiare le cose e non solo per occupare le poltrone o il Pd non ci sta ad andare avanti così", aveva detto ieri Zingaretti a Dimartedì su La7, "è un po' ipocrita dire 'non possiamo permetterci l'elezione di un Presidente della Repubblica sovranista e poi non dire nulla affinché gli italiani percepiscano una alternativa più credibile a quella che le destre mettono in campo in questo momento". Un riferimento a quanto detto da Matteo Renzi alla Leopolda, quando il senatore di Rignano ha spiegato di aver accettato il patto per il governo Conte II per scongiurare il rischio che Matteo Salvini eleggesse da solo il Capo dello Stato.

Attacchi alla manovra? "Operazione di basso livello"

Qualche ora prima, sempre riferendosi a Renzi, aveva detto: le idee sono tutte legittime, "il problema è se tu le idee le porti per costruire o per logorare e criticare: aprire una polemica su una legge di bilancio per indicare che uno sarebbe il partito delle tasse e l'altro è contro le tasse è una operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno alle urne. Se è così è una illusione che va combattuta perché l'unico modo di sconfiggere Salvini è risolvere i problemi dei cittadini", ha aggiunto. "Quindi io combatto anche per Matteo Renzi perché se pensa che fare le polemiche sia un modo di conquistare voti ha capito male".

"Si governa da alleati, non da nemici"

"Io ho detto in modo molto esplicito che il Pd non sta al governo per fare le nomine o occupare poltrone. Sta al governo se cambia e migliora l'Italia, se queste condizioni vengono meno viene meno anche la ragione per stare in questa compagine governativa", ha proseguito Zingaretti nel suo ragionamento.

E poi ha aggiunto un messaggio agli alleati di governo: "Si può governare insieme da alleati, non si può governare insieme da nemici. Quando si governa insieme da nemici c'è un prevalere di interessi particolari che danneggia la qualità del lavoro del governo. E su questo non siamo disponibili".

Per Renzi la priorità e "fare un partito No Tax"

Un appello a smorzare i toni che non è stato colto da Renzi, il quale in mattinata a Rtl 102.5 ha ribadito:"A me sta a cuore l'evitare che il governo aumenti le tasse. Abbiamo fatto la battaglia sull'Iva, ci han preso per matti, e l'abbiamo tolta, abbiamo fatto la battaglia sulla tassa sui cellulari e abbiamo tolto anche quella, adesso sulle auto aziendali e sembra che abbiano tolto anche quella lì", spiega il leader di Italia Viva.

"A me adesso interessa cercare di fare una cosa che forse non interessa molto all'opinione pubblica: ridurre il costo degli interessi sul debito", aggiunge. A chi gli chiede delle ripercussioni che avranno le elezioni in Emilia-Romagna, in Calabria, in Toscana e in Liguria risponde infine: "Lo vedremo a tempo debito, ora la priorità è fare un partito 'No Tax'".