Zingaretti: "I 5 Stelle si stanno sfasciando"

webinfo@adnkronos.com
"Sono d'accordo sul fatto che i 5 Stelle si stanno sfasciando ma attenti che, mentre discutiamo che loro si sfasciano, gli facciamo il regalo che ci stiamo sfasciando noi discutendo di loro". Nicola Zingaretti ha aperto così la Direzione del Partito Democratico, sfatando i dubbi che vorrebbero un avvicinamento tra il suo partito e quello di Luigi Di Maio. "Se loro franano è perché su questo noi non abbiamo ceduto", ha chiarito il segretario spiegando: "La soluzione a questo problema non ce l'abbiamo: come riconquistiamo l'elettorato che si sente tradito da loro ma anche da noi? So che il fondamento per riconquistarlo non è solo nella parola, ma nel fatto che si è percepito che una squadra unita stava lavorando a questo, e non con un 'volemose bene'". Il segretario ha spiegato ancora: "Rimarranno delle divergenze ma meno male, sarebbe strano un grande partito di massa in cui ognuno la pensa allo stesso modo".  Poi Zingaretti ha annunciato una "delegazione ristretta con presidente, tesoriere, capigruppo e vice segretari". "Una squadra che si assume responsabilità e che vorremo usare per dare, anche in queste ore se la situazione dovesse precipitare, capacità di iniziativa e massima collaborazione nelle scelte", ha spiegato il segretario del Pd.  Sulla coesione del partito e sulla condivisione delle decisioni è tornato di nuovo. "Non c'è una virgola delle decisioni del segretario - ha chiarito - che non sia stata assunta e condivisa con i capigruppo del partito. Lo dico perché tutto parte da una telefonata del sottoscritto domenica 14, quando Palazzo Chigi dice che il ministro dell'Interno è un bugiardo e il Pd decide di aprire una battaglia politica in Italia". Ha spiegato, alludendo al caso 'Moscopoli'.  "Non ho nessuna nostalgia di un partito alla Salvini, però ne capisco la forza, la potenza di poter dire tutto e il contrario di tutto perché c'è un movimento dietro e nessuno ti smentisce. Ma non miro a quel punto, io vi chiedo unità, pluralismo, rispetto tra noi e di mettere sempre al primo posto il bene comune della nostra comunità", ha concluso così Zingaretti, rimarcando l'esigenza al Pd di distinguersi dagli altri partiti.

"Sono d'accordo sul fatto che i 5 Stelle si stanno sfasciando ma attenti che, mentre discutiamo che loro si sfasciano, gli facciamo il regalo che ci stiamo sfasciando noi discutendo di loro". Nicola Zingaretti ha aperto così la Direzione del Partito Democratico, sfatando i dubbi che vorrebbero un avvicinamento tra il suo partito e quello di Luigi Di Maio. 

"Se loro franano è perché su questo noi non abbiamo ceduto", ha chiarito il segretario spiegando: "La soluzione a questo problema non ce l'abbiamo: come riconquistiamo l'elettorato che si sente tradito da loro ma anche da noi? So che il fondamento per riconquistarlo non è solo nella parola, ma nel fatto che si è percepito che una squadra unita stava lavorando a questo, e non con un 'volemose bene'". Il segretario ha spiegato ancora: "Rimarranno delle divergenze ma meno male, sarebbe strano un grande partito di massa in cui ognuno la pensa allo stesso modo".  

Poi Zingaretti ha annunciato una "delegazione ristretta con presidente, tesoriere, capigruppo e vice segretari". "Una squadra che si assume responsabilità e che vorremo usare per dare, anche in queste ore se la situazione dovesse precipitare, capacità di iniziativa e massima collaborazione nelle scelte", ha spiegato il segretario del Pd.  

Sulla coesione del partito e sulla condivisione delle decisioni è tornato di nuovo. "Non c'è una virgola delle decisioni del segretario - ha chiarito - che non sia stata assunta e condivisa con i capigruppo del partito. Lo dico perché tutto parte da una telefonata del sottoscritto domenica 14, quando Palazzo Chigi dice che il ministro dell'Interno è un bugiardo e il Pd decide di aprire una battaglia politica in Italia". Ha spiegato, alludendo al caso 'Moscopoli'.  

"Non ho nessuna nostalgia di un partito alla Salvini, però ne capisco la forza, la potenza di poter dire tutto e il contrario di tutto perché c'è un movimento dietro e nessuno ti smentisce. Ma non miro a quel punto, io vi chiedo unità, pluralismo, rispetto tra noi e di mettere sempre al primo posto il bene comune della nostra comunità", ha concluso così Zingaretti, rimarcando l'esigenza al Pd di distinguersi dagli altri partiti.