Zingaretti a Calenda: anche io preoccupato, ma sfida va accettata

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Roma, 28 ago. (askanews) - ho letto con attenzione, rispetto e personale dispiacere la lettera in cui annunci la decisione di lasciare il Pd. Le "preoccupazioni" di Carlo Calenda rispetto all'intesa co M5s "sono le stesse che mi hanno accompagnato in queste difficilissime ore", in "questi giorni difficili" d urante i quali "ho avuto mille dubbi sulla via da seguire". E tuttavia "se questo Governo nascerà, non sarà il frutto di un rimpasto o di una semplice staffetta ma sarà un cambio di paradigma basato sulle proposte di cui tante volte abbiamo parlato anche insieme. Ecco perché non sarebbe affatto una sconfitta e, tanto meno, un'umiliazione, ma una sfida che avevamo e abbiamo il dovere di accettare". Nicola Zingaretti scrive a Carlo Calenda e lo invita a "ripensare" alla sua decisione di lasciare il Pd.

Zingaretti riconosce "lealtà" a Calenda, ricorda la sfida vinta insieme di una lista unitaria per le Europee e "l'ottimo risultato" che ne è scaturito: "Io sono convinto che l'accelerazione del declino del governo gialloverde sia iniziata proprio da lì, dall'onda d'urto del nostro successo comune, che ha contribuito in maniera determinante a far emergere le contraddizioni e l'insostenibilità del governo Lega-M5s".

Poi "l'atto di protervia di Salvini, con la sua inaccettabile richiesta di 'pieni poteri', ha aperto una fase politica nuova, certificando quello che noi indicavamo al Paese da tempo: la fine di un esperimento fallimentare". In questa fase "il Pd è tornato ad essere un attore politico fondamentale. Questo è un nostro successo. E se pensiamo da dove siamo partiti, quando tanti scommettevano sulla nostra scomparsa, è un fatto straordinario, che si deve in primo luogo alla capacita di coesione".

"In questi giorni difficili, ripeto, ho avuto mille dubbi sulla via da seguire. Il mio impegno è stato quello di ascoltare tutti e rimanere uniti. Con lo stesso spirito che mi ha guidato nella sfida delle europee: essere utili alla nostra comunità e all'Italia, ricostruendo un processo unitario, forti di un'identità, della nostra storia di valori, di programmi, contenuti. Un patrimonio da far valere anche nel processo di costruzione di un'alleanza, come ho ricordato oggi nella mia relazione". Certo, "non ho dimenticato gli insulti, l'aggressività immotivata e soprattutto i guasti che il Governo uscente ha provocato al Paese. E non ho certo paura del voto degli italiani bensì di quello che una campagna elettorale barbara e senza freni provocherebbe al Paese. Non ho cambiato idea su quello di cui ora l'Italia ha più che mai bisogno, ma ho chiaro in testa anche quello di cui non ha bisogno: andare in Europa senza una Finanziaria, rimanere sotto scacco della destra peggiore di sempre, lasciare in vigore leggi che rappresentano un vero e proprio insulto alla civiltà".

Dunque, prosegue Zingaretti nella lettera aperta a Calenda, "credo che non si possa scappare dalle responsabilità. Siamo tornati protagonisti. Ora dobbiamo avere il coraggio di metterci in gioco da subito. Scommettere su politiche espansive che partano dall'equità sociale e dalla creazione di un'occupazione di qualità. Investire su una crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo. Andare in Europa per cambiarla e non per boicottarla. E, consentimelo, tornare umani".

"Nelle condizioni date ma con le idee chiare e la schiena dritta siamo quindi andati a trattare per la costruzione non di un nuovo contratto bensì di una proposta che porti ad un Governo di sintesi; con un'idea e con un programma unici. Abbiamo chiesto discontinuità radicale, prima nei contenuti e poi, conseguentemente, nelle persone che questo cambio di passo dovranno attuare". Se arriverà "il cambio di paradigma", nella sfida del governo "il Pd ha bisogno anche delle voci critiche, soprattutto se provenienti da personalità autorevoli e competenti come te. Ho e abbiamo bisogno di te, perché solo uniti potremo cambiare il destino di un Paese che, fino a pochi giorni fa, sembrava trascinato per inerzia verso un declino economico, civile e democratico senza precedenti. Proviamoci. Io ci sono. Il Partito Democratico c'è. Spero davvero che vorrai ripensarci".