Zingaretti chiama le Sardine, Santori: “Siamo in fase di gestazione”

santori zingaretti

Mattia Santori ha risposto all’invito di Nicola Zingaretti: il segretario del Pd ha invitato le Sardine a partecipare al Congresso del partito. Senza escludere a priori la loro presenza, il fondatore del nuovo movimento che da mesi riempie le piazze italiane replica con cautela. “Il Pd si è messo in discussione e gli va dato atto – ha detto Santori -. È il partito che ci ha dato più ascolto e mostra un’apertura vera verso di noi. Per noi è troppo presto per capire se partecipare a questa fase, noi siamo in fase di gestazione”.

Congresso Pd, Zingaretti chiama le Sardine

Nei Zingaretti aveva annunciato una rivoluzione del Pd: “Sciolgo il Pd e lancio il nuovo partito” diceva, mentre ha invitato Santori a partecipare al congresso. A Mezz’ora in più in onda su Rai 3, il fondatore delle Sardine ha replicato al segretario: “Sicuramente ci ha fatto riflettere l’idea di Zingaretti, è positivo”. Tuttavia, la Sardine sono ancora “in fase di gestazione” secondo Santori e dunque “è troppo presto per capire se partecipare a questa fase”. Non si tratta quindi né di un assenso né di un rifiuto: nei prossimi mesi si delineeranno meglio gli scenari.

Secondo Zingaretti, comunque, “parole e impostazioni sono molto corrette e condivisibili. I partiti non devono mettere il cappello sui movimenti – ha avvisato il segretario Pd – né tanto meno pensare ad inglobarli. Sarebbe sbagliatissimo e arrogante. Noi dobbiamo ascoltare e dare risposte ai temi che pongono”.

Le critiche di Santori al governo

Non mancano per l’appunto le critiche che le Sardine hanno mosso contro l’esecutivo giallo-rosso: “Il governo Conte – ha spiegato Santori – non è nato in una condizione facile”. “Sembra di essere tornati a quando la sinistra non faceva la legge sul conflitto di interessi di Berlusconi, una volta andata al governo”. in vista delle regionali in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio, quindi, le Sardine continuano la loro compagna e rilanciano un quesito: “Dopo 20 anni di berlusconismo vogliamo 20 anni di salvinismo o vogliamo che in Emilia Romagna si inizi una strada nuova?”. Ciò che uscirà dal confronto elettorale in Emilia, infatti, “ci farà capire se l’abbiamo saputa leggere oppure no, se siamo pronti a fare politica anche nella difficoltà. Se vince Salvini bisogna vedere se siamo pronti a fare politica, non solo a criticare i politici”.