Zingaretti: ''Il metodo Catalanotti' è film nuovo con un Montalbano inedito'

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“Questa non è una replica, ma un film nuovo”. Sottolinea più volte, Luca Zingaretti, la novità di “un episodio mai andato in onda prima”, ma anche il “tradimento di Camilleri nei confronti del suo personaggio, che teneva alla sua Sicilia e alle sue abitudini, come alla sua donna, anche se viveva lontano da lui. In vent’anni è capitato al commissario di essere tentato da altre donne, ma ha sempre resistito. Questa volta però - afferma Zingaretti durante la presentazione de’ ‘Il commissario Montalbano – Il metodo Catalanotti’, in onda l’8 marzo su Rai1 - Montalbano viene steso, viene messo in crisi tutto il suo sistema”.

Nel nuovo capitolo di indagini, il commissario deve fare luce sull’omicidio di un uomo. Tutto parrebbe condurre al giro dell’usura, ma troppe cose non tornano. Per venire a capo della matassa di indizi e assicurare alla giustizia il colpevole, Salvo dovrà andare oltre le apparenze e indagare nelle pieghe della vita del defunto e nelle sue ‘ossessioni’ per il teatro e l’arte tragica. Proprio l’arrivo di una nuova giovane collega, interpretata dall’affascinante Greta Scarano, scuote profondamente Montalbano.

“Dovevamo dare una potenza a questa trasposizione sullo schermo della storia di Camilleri - racconta Zingaretti che, dopo la morte dello storico regista della serie Alberto Sironi, ne ha preso il posto dietro la macchina da presa - E’ servito coraggio, è stato un salto nel vuoto e penso di essere riusciti tutti insieme in questo scollamento. Sono riuscito a sostenere il ruolo improvviso di regista soprattutto grazie ai miei colleghi attori che mi hanno aiutato”. Parole, queste di Zingaretti, confermate da Cesare Boccia, che aggiunge: “Siamo stati fedeli a ciò che ci ha divertiti per molti anni. L’amicizia e il rispetto che abbiamo fra di noi ci ha portati a portare avanti un lavoro anche senza la figura importante di Alberto Sironi”.

“In questi 20 anni di Montalbano siamo riusciti a mantenere uno standard molto alto lavorando con i romanzi di Camilleri – aggiunge Zingaretti - Non ho stanchezza riguardo a questo personaggio. Sironi e lo sceneggiatore Ricceri erano miei complici, compagni di trincea di una serie molto importante per me, come attore e come uomo. Non trovarli più è stato perdere i miei punti di riferimento”.

“Camilleri era una persona di poche parole, come i veri siciliani - spiega l’interprete di Montalbano - ma quando parlava pesava molto le parole. Nei suoi libri, oltre alla storia raccontata, ci sono molti altri significati che accompagnano la trama e proprio questi bisognava riuscire a portare sullo schermo. Camilleri amava molto Pirandello e il tema dell’identità, anche nella vita oltre che nei suoi libri, che infarciva di queste tematiche. Ho amato profondamente il personaggio di Camilleri, il suo senso della giustizia, il suo essere sé stesso davanti al debole e al potente, mi piace la sua integrità perfino quando è antipatico”.

“Aspetto l’uscita di questo film, contenta di averne fatto parte - ha dichiarato Greta Scarano, che interpreta la nuova irresistibile collega di Montalbano - Ho conosciuto Alberto Sironi, ho poi lavorato con Luca e posso immaginare la nostalgia che prova avendo lavorato a Montalbano per 20 anni. Giungere in un contesto ‘familiare’ come quello di Montalbano, sconvolgerlo con il mio arrivo, è stata un’esperienza divertentissima dato che anche io dovevo trovare un compromesso sostenibile fra la loro recitazione, un po’ sopra le righe, e il mio essere aliena, portando un terremoto all’interno di quell’equilibrio”.

“E’ una felicità ritrovare questo appuntamento ‘strategicamente Rai1’ che accompagna da tantissimi anni i telespettatori - ha detto Stefano Coletta, direttore di Rai1 - In questa epoca di ambivalenza sentimentale, la solidità del ‘Metodo Catalonotti’ porta un tema interessante, profondo ed esistenziale, come quello della passione e della perdita del controllo. Ennesimo lavoro pregiato, non solo con la caratterizzazione dei personaggi ma anche dei sentimenti, che orienta, nel clima di incertezza generale, il popolo di Rai1”.

“Il ritorno di Montalbano è una festa per il pubblico, perché è un nostro vanto per il mondo – ha dichiarato Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction - Una favola straordinaria, testimonial dell’italianità, della Sicilia, a partire dalle sue bellezze naturali. Ci mancano due grandi: Camilleri e Sironi. Il patto di fiducia che Luca Zingaretti e Montalbano hanno stretto non tradisce, assieme alla grande letteratura di Camilleri che si fonde con il racconto seriale televisivo”.

“In questo Montalbano – ha aggiunto la Ammirati - scopriamo che dentro il disincanto e l’ironia del protagonista c’è una crepa che rivelerà un Montalbano non più tutto di un pezzo: c’è la bellezza del sentimento e la frattura nel personaggio, la novità umana e sentimentale”.

“Il film è tratto dal libro ‘Il Metodo Catalanotti’ e c’è tutta la passione di Camilleri per il teatro - ha dichiarato Carlo Degli Esposti coproduttore con Palomar - E’ l’ultimo di tre film che abbiamo prodotto mentre sono scomparsi Camilleri e Sironi e Luca Zingaretti ha portato alla conclusione questi tre film come regista. E’ un grande trionfo della femminilità e sono onorato che vada in onda l’8 marzo. E’ presto per parlare del futuro di Montalbano - ha aggiunto - è difficile lavorare serenamente con il Covid. Ed è stato un terremoto terribile perdere in poco tempo Camilleri, Sironi e lo scenografo Luciano Ricceri".

"C’è bisogno di un grande ripensamento perché c’è una grande responsabilità nel trasporre la letteratura di Camilleri. Quando comprai i diritti di Montalbano da Elvira Sellerio, pensai che per portare sullo schermo il commissario servisse Germi e trovai Sironi. Quanto alla conclusione dell’epopea di Montalbano ci ha pensato Camilleri stesso, con ‘Riccardino’, ma ci sono molti racconti di Camilleri che non abbiamo utilizzato. Ma per me, come per tanti, Montalbano è eterno”, conclude Degli Esposti.