Zingaretti: ora basta demagogia, governo riparta dai giovani

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Roma, 9 ott. (askanews) - "Non possiamo più permetterci lo spreco di energie e talenti" costituito dall'emigrazione dei giovani e dalla percentuale di ragazzi che né studiano né lavorano: "Si sta determinando una nuova questione giovanile che dovrà segnare il punto centrale dell'agenda e della missione di questo Governo, non solo perché eticamente giusto, ma anche perché è l'unico modo che abbiamo per creare una crescita strutturale della nostra economia e della nostra società". Lo sottolinea il segretario del Pd Nicola Zingaretti, in un articolo pubblicato su Huffington Post in cui elenca tre direttrici di intervento: "un grande investimento sulla scuola, un grande investimento sulla tutela ambientale, più Innovazione e ricerca".

"In questi mesi per troppe volte la demagogia della cattiva politica ci ha portato lontano dai veri problemi del nostro Paese. Il Papeete, le polemiche, gli egoismi e le furbizie hanno distratto dai veri nodi irrisolti del nostro sistema economico sociale e produttivo. Non dobbiamo commettere questo errore e trovare la forza di guardare a temi complessi e difficili ma da affrontare", è il punto di partenza del ragionamento di Zingaretti, che tra i vari temi sceglie appunto "il destino di una nuova generazione". I dati: "In 10 anni sono andati via dall'Italia 250mila ragazzi secondo i dati del 'Rapporto 2019 sull'economia dell'immigrazione'. L'Italia è anche il primo Paese in UE per presenza di giovani 'esclusi', oltre 2,7 milioni (il 28,9%) dei giovani tra i 20 e i 34 anni non studiano, non lavorano e non sono in un percorso di formazione (NEET). Le nascite sono al minimo storico ed è tornato ad aumentare il tasso di dispersione scolastica".

Un quadro che richiede interventi: "Dobbiamo ridurre la dispersione scolastica e migliorare la qualità della formazione, ma non solo, c'è bisogno di una seria politica industriale che favorisca il recupero di produttività attraverso l'impulso all'innovazione e all'impresa 4.0, che aumenti la domanda di lavoro di qualità e valorizzi, nella prospettiva dell'economia della conoscenza, gli investimenti nella formazione continua. Aumentare la digitalizzazione, la specializzazione e l'intensità di capitale umano qualificato nel nostro sistema produttivo, generando in maniera automatica sbocchi lavorativi per i più giovani. Da qui derivano le chiare priorità da impostare e affermare già dalle prossime settimane". (segue)(Segue)