Zingaretti: "Pd leale e unitario, non subalterno"

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"Il governo è iniziato bene e il Pd vuole essere la forza più leale e unitaria della coalizione del governo Conte". E' quanto ha detto il segretario Nicola Zingaretti alla Direzione Pd. "I telefoni servono per parlare non solo per fare tweet per distinguersi. Essere leali però non vuol dire essere subalterni". "Questa alleanza esiste nel Paese? No. Si fa un due giorni? No. Ma occorre verificare se nei prossimi mesi riusciamo a superare le differenze. Differenze politiche, programmatiche e anche culturali che ci sono ma che sarebbe sbagliato non cercare di superare invece di enfatizzarle come nel governo gialloverde". "Qualcuno teme uno snaturamento del Pd, ma il Pd esiste per la forza delle sue idee e non perché critica gli altri. Occorre mettersi a disposizione con coraggio per indicare all'Italia non solo le idee ma anche il modo per realizzarle. E quindi, accanto al rilancio del partito e all'agenda Pd e il governo, non si può non capire che occorre anche lavorare per allargare il campo progressista". "Non credo nel governo fine a se stesso. Se vogliamo svolgere un ruolo dobbiamo puntare a costruire risultati, solo così il governo entrerà nella vita concreta delle persone".  

"Non si tratta di accordi di palazzo, ma di rivolgerci al Paese per aprire un'offensiva ideale a una deriva pericolosa", quella del sovranismo di Matteo Salvini e in questo, sottolinea Zingaretti, "il Pd dovrà essere il baricentro delle alleanze". "Sulle alleanze non si faccia confusione: nessuno venga a spiegare a me le differenze tra Pd e M5s, le consideravo talmente rilevanti da avere perplessità sull'esperienza di governo. Non giochiamo sulle parole, il tema è un altro". "Non possiamo commettere l'errore di rimanere fermi nella contemplazione di ciò che ci divide o lavorare per alimentare queste divisioni, come accadeva nel governo gialloverde. Pagherebbe il Paese", ha spiegato il segretario del Pd. "Dobbiamo prendere atto che le due forze politiche di maggioranza nel governo insieme rappresentano il 40% dell'elettorato", ha sottolineato. 

Tocca, poi, il tema dell'Iva. "Aver evitato le clausole di salvaguardia sull'Iva è stato come aver evitato una valanga su un villaggio. Anche questo contribuisce a dare stabilità e prospettiva alla nostra economia ed è un punto da rivendicare".  

Serve, sottolinea Zingaretti, "un partito totalmente nuovo. Io dico: dopo 12 anni dalla fondazione del nostro partito basta parlare di riforme, basta paure, basta conservatorismi. E' tempo di varare una riforma radicale per un partito diverso. Sulle proposte di riforma si apra un grande dibattito nel territorio prima del voto dell'assemblea". "Non credo che tra noi siano più corrette le locuzioni maggioranza e minoranza. Una nuova stagione deve aprirsi. Dobbiamo provare a rifondare il partito in maniera davvero unitaria". "Dobbiamo superare gli attuali assetti e varare una nuova segreteria, mi auguro unitaria", ha aggiunto il segretario del Pd. 

Al termine della relazione del segretario Nicola Zingaretti, la Direzione del Pd si è raccolta in un minuto di silenzio in memoria dei due poliziotti uccisi a Trieste.