Zingaretti: per Paese fermo e fragile nostro piano Italia semplice

Afe

Roma, 27 nov. (askanews) - Di fronte a un'Italia "ferma, impaurita e fragile" il Pd indica "una delle grandi priorità da affrontare subito con coraggio: un piano 'Italia semplice', che disboschi la selva normativa che stritola l'Italia, che acceleri procedure, che accorci e renda certi i tempi per la realizzazione delle opere, sia nell'ambito del privato che in quello pubblico". Lo scrive il segretario Dem Nicola Zingaretti, nel suo blog sull'Huffington post.

"Una poderosa azione di semplificazione - sottolinea - serve alle imprese, per dare loro slancio e per attrarre investimenti. L'incertezza e la vischiosità delle regole sono infatti uno dei maggiori freni alla crescita del Paese e il principale nemico per chi vuole fare impresa, dal piccolo commerciante alla grande azienda multinazionale. Serve un'Italia più semplice ai cittadini, schiacciatati e vessati da un'infinità di oneri, adempimenti e sempre soli, davanti a difficoltà di accesso alle informazioni e ai servizi pubblici spesso insormontabili. Serve più ordine ed efficacia alle istituzioni e alla pubblica amministrazione, dove esistono oggi innumerevoli sovrapposizioni e un'enorme incertezza su doveri e competenze. Il dramma dell'Italia fragile che in questi giorni abbiamo davanti agli occhi ci ripropone questa urgenza: impossibile costruire un Paese più sicuro, se non ci sono strumenti che garantiscano di realizzare le opere pubbliche e chiudere i cantieri in tempi umani".

Zingaretti indica tre priorità. In primo luogo "un grande investimento sulla qualità del personale amministrativo" con "un piano straordinario per assumere nelle pubbliche amministrazioni, soprattutto territoriali, nuove figure tecniche e aprire le porte a una nuova generazione". Secondo punto è "una grande opera di disboscamento delle competenze tra i diversi livelli amministrativi, specie dopo l'interruzione di un percorso di riforme istituzionali rimasto incompiuto". Infine, "dobbiamo occuparci con coraggio di una riforma della Giustizia amministrativa, per evitare che la legittima domanda di tutela affoghi in un mare di ricorsi strumentali avanzati solo per rallentare o immobilizzare la realizzazione di opere pubbliche".

"Io - conclude - penso che sia il momento di mettere il dito nella piaga, perché l'Italia ferma, impaurita e fragile è un problema anche per la credibilità della nostra democrazia".