Zingaretti tiene il punto

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"L'Italia non capirebbe un rimpastone". Nicola Zingaretti tiene il punto e nel braccio di ferro con Luigi Di Maio su Giuseppe Conte e il Conte-bis ribadisce: L’Italia non capirebbe un rimpastone" ribadisce: "Noi pensiamo che in un governo di svolta la discontinuità deve esser garantita anche da un cambio di persone". Il segretario del Pd, che oggi ha riunito al Nazareno i tavoli per il programma aggiornandoli a oggi, ha tenuto la sua linea di fronte al ‘niet’ di Di Maio a cambiare nome per la premiership, rispedendo al mittente anche la proposta che i pentastellati (pur smentendola) avrebbero fatto al Nazareno: Di Maio e Zingaretti vice di Conte nel nuovo governo ‘giallorosso’ e ai dem un pacchetto di ministri di peso a partire dal Viminale.   

Un "rimpastone", per il segretario dem, che pur tenendo duro sulla necessità di una "svolta" non ha chiuso alla trattativa con il M5s. Anzi. "Noi faremo di tutto per trovare una soluzione positiva che ancora non si vede. Una soluzione si troverà in un confronto reciproco, senza ultimatum". Il segretario dem ha poi rivolto un appello ai grillini "per verificare già domani se esistono le convergenze programmatiche".  

Il ping pong tra Di Maio e Zingaretti sul nome di Conte ha messo in stand by il totopremier. E non solo perché Roberto Fico, uno dei papabili per l’intesa Pd-M5s, si è tirato fuori dal gioco dei nomi. "A questo punto, serve una pausa", sottolinea uno dei mediatori ‘giallorossi’. Il punto è che Zingaretti si è trovato ad affrontare, sul Conte bis, non solo il fronte M5s ma anche il pressing dei renziani. "Il segretario accetti la sfida del M5S, anche con Conte premier", hanno fatto sapere nel pomeriggio fonti vicine all’ex premier che spingono per l’accordo.   

L’ala ‘trattativista’ del Pd, in serata, mantiene un certo ottimismo: "Bisogna dare il tempo al segretario di dire si’ a Conte", spiegano, parlando di una telefonata, ieri, tra Renzi e Zingaretti. A chiamare il ‘time out’ al Nazareno, intanto, è stato Dario Franceschini che, rispolverando il Mundial ‘82, ha proposto di fare di Zingaretti un novello Zoff: "Parla solo il segretario". Immediato il ‘like’ di Renzi e Gentiloni, che sui social si sono ritrovati sullo stesso fronte.