Zona euro, discusse a Francoforte ricadute stimolo Usa, outlook economico - fonti

di Francesco Canepa e Balazs Koranyi
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La sede della Banca centrale europea (Bce) a Francoforte

di Francesco Canepa e Balazs Koranyi

FRANCOFORTE (Reuters) - I banchieri centrali di Francoforte hanno discusso dell'impatto del pacchetto di misure di stimolo da 1.900 miliardi di dollari, approvato negli Stati Uniti, sull'economia della zona euro e del più generale outlook per il blocco nella riunione di questa settimana in cui è stato deciso di intensificare il ritmo delle misure di stimolo.

È quanto riferito da cinque fonti a Reuters.

La Bce ha deciso ieri di accelerare la stampa di moneta per porre un tetto ai costi di finanziamento nella zona euro, segnalando ai mercati scettici che è determinata a porre le fondamenta per una solida ripresa dell'economia.

Ma l'incontro ha registrato delle spaccature, in particolare nella sessione informale di mercoledì, secondo le fonti, con i governatori dei Paesi più ricchi e con una maggiore presenza produttiva che hanno tenuto toni decisamente più ottimistici sulla prospettiva delle vaccinazioni e dell'abilità dell'economia di adattarsi.

Un importante argomento di discussione è stato il possibile impatto delle misure di stimolo negli Usa, le più ingenti della storia del Paese, che il presidente Joe Biden ha approvato in via definitiva mercoledì, sull'economia della zona euro.

Alcuni banchieri hanno avvisato che un'ondata di pagamenti diretti alle famiglie statunitensi potrebbero far aumentare le attese di inflazione e i rendimenti delle obbligazioni della prima economia mondiale e, di conseguenza, i costi di finanziamento nella zona euro, secondo le fonti.

Questo, unito al più piccolo e più lento pacchetto Next Generation concordato dall'Unione Europea, significherebbe per la Ue rimanere ancora più indietro nella ripresa rispetto agli Stati Uniti e che la Bce deve spingere sull'acceleratore.

"Biden si è appena insediato, la misura è stata già approvata e gli assegni giungeranno nelle cassette delle lettere la prossima settimana", ha detto una delle fonti. "Guardate in che situazione siamo noi. Continuiamo a parlare da un anno e ancora nulla verrà pagato fino a forse ottobre".

Un portavoce della Bce non ha commentato.

Ma i banchieri più conservatori sostengono che maggiore reddito a disposizione per le famiglie statunitensi si tradurrà in una maggiore spesa sulle importazioni della zona euro, a vantaggio dell'economia del blocco e riducendo la necessità di munificenza da parte della Bce.

Il pacchetto Usa di misure di stimolo non era stato ancora approvato quando la Bce ha ultimato le previsioni economiche, che vedono la crescita economica e l'inflazione rispettivamente al 4% e all'1,5% quest'anno.

Tuttavia si attende che la misura metta il turbo alla ripresa dell'economia Usa grazie, tra le altre cose, a 400 miliardi di dollari destinati a pagamenti diretti a gran parte dei cittadini americani e 350 miliardi di aiuti a Stati federali e governi locali.

I "falchi" della politica monetaria hanno mostrato una prospettiva maggiormente ottimistica anche per ciò che riguarda la crescita del blocco, affermando che l'economia si è adattata meglio del previsto ai lockdown e che rimbalzerà rapidamente una volta rimosse le restrizioni.

Al momento solo nove Paesi della Ue hanno ratificato nei Parlamenti nazionali il pacchetto di stimolo da 750 miliardi di euro e i primi finanziamenti non sono previsti prima di luglio al più presto o, più probabilmente, dopo l'estate.

(Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)