Zona euro, due banche su cinque non in grado di gestire Npl - Enria (Bce)

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Il logo Bce a Francoforte

di Francesco Canepa e Balazs Koranyi e Frank Siebelt

FRANCOFORTE (Reuters) - Circa il 40% delle banche della zona euro fatica a gestire i crediti che rischiano di tradursi in insolvenze a causa della pandemia, auspicando l'arrivo di tempi migliori o tentando di "nascondere il problema sotto al tappeto".

Lo ha detto Andrea Enria, presidente del Consiglio di vigilanza della Bce.

Da quando sono state introdotte le misure di lockdown lo scorso anno, la Bce ha chiesto agli istituti di credito di riconoscere le perdite e preparare accantonamenti sufficienti ad assorbirle, offrendo un'esenzione dai requisiti di capitale e di liquidità per aiutarle nel processo.

Enria ha detto che la maggior parte delle banche della zona euro sta gestendo in maniera appropriata i crediti inesigibili, ma che "due su cinque" falliscono ancora, ad esempio non riuscendo a riconoscere in anticipo quali crediti potrebbero non venire ripagati.

"La maggior parte delle banche è adesso in linea con le nostre aspettative", ha detto Enria nel corso di un'intervista. "Tuttavia, circa due istituti su cinque...presentano importanti lacune per quanto riguarda le nostre aspettative".

Enria ha ribadito l'intenzione della Bce di revocare a settembre la raccomandazione che limita i dividendi e i buyback delle banche a meno che la situazione economica non si stia "materialmente deteriorando".

Ha poi confermato che alle banche sarà chiesto di ricostruire i loro buffer di capitale solo alla fine del prossimo anno o anche più tardi se la piena portata delle bancarotte richiederà più tempo per diventare evidente.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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