Zona gialla, arancione e rossa: verso nuovo Dpcm e regole

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Zona gialla, arancione e rossa, oggi continuerà il confronto tra governo e Regioni sulle misure da varare per contenere la diffusione del coronavirus. "Sia per le regole che varranno dal 7 al 15 gennaio, sia sul nuovo Dpcm che varrà dal 16 gennaio per le settimane a venire” ha scritto il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, sulla sua pagina Facebook.

Il 6 gennaio scade il decreto Natale. Le ipotesi sul tavolo prevedono la possibilità di mantenere le misure attuali fino al 15 gennaio, quando scadrà l'ultimo Dpcm, o tornare alla zona gialla per il 7 e 8 gennaio e quindi alla zona arancione -se non rossa- nel weekend 9-10 gennaio. Si profila in ogni caso la stretta per il prossimo fine settimana con divieto di ricevere più di due persone a casa, limitazioni agli spostamenti -consentiti solo all'interno del comune- e regole restrittive per bar e ristoranti.

Lo schema utilizzato negli ultimi mesi, con la suddivisione delle regioni in diverse fasce, rimane d'attualità: zona rossa, zona arancione e zona gialla non vanno in archivio, sono però destinati a mutare i criteri di valutazione per l'adozione di regole più o meno restrittive.

Nel post pubblicato questa notte al termine del confronto con l'esecutivo, Toti ha spiegato: "Le Regioni hanno concordato sul fatto che stiamo vivendo ancora un momento complesso, in cui il tasso di diffusione del virus è tornato a crescere, in Europa come in Italia. In più non sono ancora noti tutti i risvolti della cosiddetta 'variante inglese', con un maggiore tasso di contagiosità. Di fronte a tutto questo, è giusto tornare alle cosiddette zone gialla, arancione e rossa, ma occorre rivedere i criteri".

"Oltre al criterio dell’Rt come proposto dal Governo, occorre però, per avere corretti dati per decidere, considerare anche la classificazione dei tamponi, contando quelli antigenici, il tasso di incidenza del virus e il numero di pazienti negli ospedali. Altrimenti si rischia di avere delle classificazioni regionali ingiuste e penalizzanti, o addirittura assurde, che puniscono chi fa più tamponi".

"Inoltre, dove saranno prevedibili e necessarie nuove misure restrittive, è inutile riaprire le scuole superiori per pochi giorni, magari due, per poi richiudere. Questa sarebbe solo una decisione politica voluta da qualcuno nel Governo per mettere la propria bandierina, senza nessun vantaggio per gli studenti e con molti ulteriori disguidi per le famiglie".