Zona rossa dopo Pasqua e nuove regole scuola: le ipotesi

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Possibili restrizioni in Italia anche dopo la Pasqua in zona rossa, con una mini proroga delle misure e dei divieti per arginare la diffusione del Covid e delle sue varianti, ma con spiragli che potrebbero portare a una riapertura almeno parziale della scuola.

Mentre alcune regioni tra cui Lombardia e Lazio sperano in una parentesi di qualche giorno in zona arancione prima della nuova chiusura di Pasqua, tra i dossier caldi sul tavolo di Mario Draghi si fa largo quello delle prossime misure anti Coronavirus da assumere: il decreto in vigore scadrà subito dopo le vacanze pasquali, il 6 aprile.

La settimana prossima si terrà una cabina di regia con le forze di maggioranza per stringere, decidere il da farsi, visto che il premier vuole che gli italiani non vengano colti impreparati, che dunque vadano avvisati per tempo debito. Ieri intanto il presidente del Consiglio ha visto a Palazzo Chigi i vertici del Cts -Silvio Brusaferro e Franco Locatelli- e il ministro della Salute Roberto Speranza, sul tavolo anche il capitolo, sentitissimo, della scuola. Un incontro preliminare, con un occhio attento ai contagi e alla curva epidemiologica, con il bollettino che ieri ha segnato 551 morti e un tasso di positività del 5,9%.

"In questo momento il governo non ha preso nessuna decisione, ci confronteremo e decideremo. Ci siamo confrontati con i tecnici sulla curva epidemiologica, non abbiamo discusso di misure. Non c'è nessuna decisione", ha precisato Speranza ieri sera a 'Cartabianca' su Rai3.

Nulla è ancora deciso. Ma tra le ipotesi che circolano con insistenza c'è quella di una mini-proroga delle misure attualmente in vigore, allargando le maglie della stretta al capitolo scuola, ovvero consentendo il ritorno sui banchi in zona rossa almeno ai più piccoli -scuola dell'infanzia e primaria- superando il giro di vite deciso dal governo Draghi con il Dpcm dello scorso 2 marzo, indigesto a molte famiglie. Ma è ancora prematuro parlarne, benché ci sia un fronte ampio, in maggioranza, che chiede a gran voce di riaprire i cancelli, con il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che intanto assicura che il governo ce la sta mettendo tutta: "Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire", ha detto incontrando Comuni e Province.

Ed è proprio sulla scuola che si preannuncia un nuovo fronte caldo nel governo, con gli 'aperturisti' che guardano alla Francia -in lockdown ma con le scuole aperte- e i 'rigoristi' che tirano in ballo la Germania, che alla crescita dei contagi e dei morti ha sacrificato anche le aule scolastiche. Il monitoraggio dei numeri e della situazione sarà serratissimo, spiegano fonti di governo, e guiderà le scelte che Draghi e i ministri saranno chiamati ad assumere nei prossimi giorni. Ma la voglia di riaprire c'è e non coinvolge solo le scuole.

Il ministro dell'Economia Daniele Franco si è detto fiducioso su un miglioramento della situazione sanitaria nel Paese dopo Pasqua. Per questo l'idea di una mini-proroga, di una settimana o 10 giorni, potrebbe essere la strada da battere, "di certo sicura e anche un po' meno dolorosa", spiega una fonte di governo all'Adnkronos.

"Pensiamo che dopo la Pasqua la situazione migliorerà gradualmente - l'auspicio del titolare di via XX Settembre - e poi ci muoveremo con gradualità verso una situazione più normale a maggio e giugno: questo grazie alla disponibilità dei vaccini e all'aiuto che arriva dalla stagione più calda".

A indicare la rotta delle prossime decisione da assumere saranno i dati: "Bisogna attendere che le misure in atto facciano sentire i loro effetti e cristallizzarli, magari spostando più avanti il loro termine", chiarisce una fonte di governo, confermando l'idea della mini-proroga, che raccoglierebbe diversi proseliti nel governo. E, parallelamente, accelerare il più possibile la campagna vaccinale, con il commissario Francesco Figliuolo pronto a entrare in azione per superare le difficoltà sul territorio, con una mano tesa alle Regioni che chiederanno supporto per accelerare. E il nuovo vaccino, per giunta monodose, in arrivo: quello di J&J, atteso ad aprile, che potrebbe essere destinato inizialmente agli over 80 e ai più fragili, tallone d'Achille della campagna vaccinale.

Decisivo sarà anche il Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi (oggi Draghi riferirà nelle Aule parlamentari), con la strategia che i leader decideranno di assumere e mettere in campo con il Regno Unito e con big pharma, visti i malumori crescenti sulla Commissione Ue per la lentezza delle consegne.